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La riforma del 118 non può essere un affare segreto tra Giunta regionale e Misericordie. E’ urgente che la questione sia esaminata, in ogni dettaglio, dal Consiglio regionale, a partire dalla Commissione Sanità, e che il dibattito sia il più trasparente e pubblico possibile”. Lo afferma il consigliere regionale di Sì-Toscana a Sinistra, Paolo Sarti. “La recente lettera firmata da 300 fra medici e infermieri non è l’iniziativa estemporanea di una parte del personale sanitario -continua Sarti- ma la dimostrazione di un sentimento assai diffuso di preoccupazione che sta attraversando ogni settore del sistema sanitario regionale. Allora chiediamo al presidente Rossi e all’assessore Saccardi di dedicare la massima attenzione ai punti sollevati in quella lettera: se ritengono che i contenuti non siano veri, vengano in Consiglio a provarne l’infondatezza. Altrimenti, la riforma del 118 deve essere corretta in corso d’opera”.

Quello che vogliamo scongiurare -aggiunge Sarti- è una privatizzazione del 118 attraverso un’ulteriore conferimento di competenze alle Misericordie. Siamo allarmati per quanto accaduto a Figline Valdarno, dove si sarebbe dovuta avviare la sperimentazione dell’automedica al posto dell’ambulanza con medico e improvvisamente si è scoperto che l’intero servizio sarebbe stato affidato alle associazioni di volontariato anziché al Serristori. Questo caso rappresenta forse in concreto la direzione dove sta andando la Regione Toscana? Ci auguriamo fortemente di no. Se ne parli pubblicamente, nelle dovute sedi istituzionali. Altrimenti dovremo continuare a leggere le dichiarazioni del presidente delle Misericordie toscane che pare aver assunto un ruolo di consulente privilegiato dall’Assessorato, senza averne alcun titolo. Non può essere lui, che è parte in causa, a smentire la privatizzazione del 118”, conclude Sarti. 

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