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La pseudo riforma del regionalismo differenziato avrà degli effetti devastanti sul servizio sanitario nazionale. Non solo si allargherà la forbice tra Regioni ricche e Regioni povere, ma, anche all’interno di una singola Regione, i ricchi staranno sempre meglio e i poveri sempre peggio”. E’ quanto affermano il consigliere regionale di Sì-Toscana a Sinistra Paolo Sarti e Mauro Valiani e Gianluigi Trianni del Forum diritto alla Salute, che hanno presentato il convegno di sabato prossimo, in Consiglio regionale, dal titolo ‘Regionalismo differenziato – Colpo finale al Sistema Sanitario Nazionale’.

Ci saranno Regioni di serie A e di serie B e l’impulso ad una maggiore privatizzazione -osserva Sarti- il servizio non si baserà sui bisogni, ma sul reddito. Le Regioni più ricche avranno più servizi e più attrattiva e il sud sarà sempre quello penalizzato. Quindi il servizio sanitario nazionale, da universalistico, si ridurrà ad un sistema mutualistico, a vantaggio dei servizi integrativi offerti dal privato. Questo è un pericolo enorme”.

Il presidente Enrico Rossi -aggiunge Sarti- in qualche modo si è pentito dell’iniziale entusiasmo nei confronti del regionalismo differenziato. Ma non ci sono margini di discussione, come sembra di capire da alcune sue dichiarazioni. E tantomeno non deve pensare di presentare un modello toscano. Dobbiamo pensare solo ad un modello regionale unico che valga per tutte le Regioni. Quindi fermiamoci e discutiamo con tutte le Regioni. Tra gli effetti che rischiano di abbattersi sulla Toscana, ci può essere anche quello di un boom di pazienti in arrivo dalle altre Regioni più in difficoltà. Ma la cosa più grave resta che le Regioni saranno costrette a ricorrere ancora di più al privato e questo ammazza il servizio pubblico, anche in Toscana, dove già abbiamo assistito a larghe privatizzazioni”.

Mauro Valiani: “ Il nostro è un grido di allarme, nella speranza che ci si possa ancora fermare. l convegno di sabato è di livello nazionale, organizzato assieme alla Rete Dico 32. Le Regioni più ricche saranno messe sempre meglio, quelle più povere sempre peggio. Avremo la presenza di alcuni riferimenti importanti, sia del costituzionalismo, come il professor Massimo Villone, sia della difesa della sanità pubblica come Nerina Dirindin e Ivan Cavicchi. E avremo anche la posizione della Cgil nazionale, col responsabile nazionale sanità Stefano Cecconi. Maurizio Landini ha già criticato apertamente il regionalismo differenziato. Il prof Villone ha spiegato che il processo potrebbe essere stoppato da una discussione in Parlamento o, se malauguratamente gli accordi con le tre Regioni andassero in porto, c’è la possibilità, ai sensi di una sentenza della Corte Costituzionale, che singoli parlamentari ricorrano alla Consulta. Non si può fissare attraverso un accordo con alcune Regioni, un danno generalizzato per l’Italia intera”.

Gianluigi Trianni, già direttore sanitario di Careggi dal 1995 al 2000: “non a caso, tutte e tre le Regioni, negli accordi, prevedono un’autonomia legislativa nel settore delle assicurazioni e dei fondi privati. I poveri di queste Regioni saranno esclusi dagli investimenti che le stesse Regioni potranno fare a discapito delle altre, ma anche all’interno del loro stesso ordinamento sanitario. Il problema è che si va privatizzando la sanità per una via regionale”.

 

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