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1 dicembre 2015

“Dopo i fatti avvenuti nel Consiglio comunale di ieri a Livorno, crediamo sia il momento di fermarci tutti quanti per confrontarci seriamente su una soluzione che tuteli, prima di tutto, l’interesse dei 300 lavoratori di AAMPS e degli altri 200 del suo indotto, con le loro famiglie. Siamo davanti ad una situazione che rappresenta una vera e propria bomba per la città e la cittadinanza livornese e questo deve chiamare alla massima responsabilità la classe dirigente e politica” affermano i consiglieri Fattori e Sarti (Sì).

“Le responsabilità sono chiare e nessuno dovrebbe sottrarsi alla propria: da un lato un PD che ha governato irresponsabilmente secondo logiche clientelari, lasciando un eredità pesantissima, dall’altro un M5S che non ha saputo essere all’altezza di ciò che era stato annunciato, ostentando fino all’ultimo momento una serenità e un controllo che si sono dimostrati purtroppo ingiustificati.”

“Ora c’è un’altra settimana di tempo, sfruttiamola al meglio con un vero coinvolgimento di tutto il Consiglio comunale. Mancava e manca alla base di tutto un serio piano industriale, che è presupposto necessario per ripartire ricapitalizzando l’Azienda, compito che sarebbe spettato e spetta alla classe dirigente pensare. E’ necessario anche approfondire le eventuali spettanze finanziarie dovute dalla banche ad AAMPS, banche che devono a loro volta esser coinvolte evitando che tutto il peso sia scaricato sui lavoratori o sule casse comunali. Lasciare la palla nelle mani dell’Autorità giudiziaria non darebbe alcuna garanzia di partecipazione politica e pubblica. Come reagiranno le aziende creditrici? E’ probabile che non accetteranno il concordato preventivo e chiederanno il fallimento. Che fine faranno gli impianti e la proprietà dell’Azienda? C’è l’ombra di una pericolosa svendita ai privati e chissà a quali privati, soggetti che si troverebbero a gestire un servizio di vitale importanza per tutta la comunità. Potremmo anche pensare ad un assorbimento di AAMPS in Rete Ambiente, a patto però che quest’ultima sia interamente pubblica, in maniera tale da valorizzare, anche economicamente, l’intero ciclo dei rifiuti, riciclo compreso”.

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