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“Finalmente la Toscana garantirà appieno il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza estendendo la possibilità di effettuare l’aborto farmacologico anche nei consultori, come chiede da tempo il Tavolo regionale per l’applicazione della legge 194”, ha affermato il consigliere regionale di Toscana a sinistra Paolo Sarti, che ha presieduto i lavori del Tavolo. “Auspichiamo però che la delibera in approvazione oggi non rimanga soltanto un’enunciazione di principio e che la Giunta regionale provveda a potenziare con finanziamenti adeguati i consultori, che versano in grave difficoltà a causa della carenza di personale, di attrezzature e di locali”. I timori di Sarti sono condivisi appieno dall’associazione Libere tutte, la quale ricorda che è stato soltanto sospeso – ma mai ritirato – lo stanziamento regionale di 195.000 euro a favore del Forum delle famiglie, una realtà composta da associazioni che hanno nei loro statuti il divieto dell’aborto e contrastano quindi l’applicazione di una legge dello Stato.
“Riterremmo assai più opportuno assegnare fin da subito quella somma ai consultori – concludono il consigliere Sarti e l’associazione Libere tutte –. Sarebbe il segnale di un’inversione di tendenza che dovrebbe poi necessariamente tradursi in finanziamenti più consistenti. Se la Toscana è una regione all’avanguardia sull’interruzione volontaria di gravidanza è merito delle associazioni e dei gruppi che si battono da sempre per la libertà di scelta delle donne”.

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