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Continua la battaglia di Sì-Toscana a Sinistra contro i pesticidi e a favore dell’agricoltura biologica e priva di veleni. Dopo l’interrogazione di Sì Toscana a Sinistra che nell’estate del 2015 costrinse la giunta regionale a vietare il diserbante glifosate nelle aree extra agricole e dopo la mozione, sempre presentata dai consiglieri Tommaso Fattori e Paolo Sarti e approvata all’unanimità che obbligava a rimuovere il glifosato da tutti i disciplinari di produzione e ad escludere dai premi del Programma di sviluppo rurale le aziende che ne facciano uso, arriva in consiglio regionale questo nuovo atto.

“Si tratta di tutelare le acque destinate al consumo umano vietando l’utilizzo dei prodotti fitosanitari all’interno delle ‘aree di salvaguardia’, ossia le zone circostanti ai punti di approvvigionamento dell’acqua destinata all’uso potabile”, affermano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì – Toscana a Sinistra, spiegando il cuore della mozione.

“Sono troppi i veleni nelle acque toscane, occorre subito invertire la rotta e puntare ad un’agricoltura sana e biologica. Arpat ha certificato che in più del 90% dei corpi idrici superficiali monitorati sono presenti fitofarmaci e vi è un incremento superiore al 100% di stazioni con campioni di pesticidi non conformi allo standard di qualità ambientale, soprattutto a causa dell’erbicida glifosate, la sostanza attiva più venduta in Toscana dopo lo zolfo, con oltre 155 tonnellate immesse nei corpi naturali della nostra regione. Ma purtroppo è alta anche la presenza di residui di pesticidi nelle acque sotterranee”, continuano i consiglieri.

“Siamo grati nei confronti della dottoressa Patrizia Gentilini, fra le massime esperte del settore, e dell’ISDE per avere scoperto e denunciato la bomba nascosta fra le pieghe degli allegati di un pericoloso decreto estivo della giunta regionale. Di fatto il Piano per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti – PUFF permette ora l’utilizzo di ben 29 tipi di pesticidi, glifosate compreso, anche in zone limitrofe alle captazioni di acque sotterranee. Questa è una grave forzatura delle direttive europee e delle norme nazionali ma contraddice persino ciò che la stessa Regione aveva recentemente deliberato sul divieto di uso del glifosato proprio nelle aree di salvaguardia, a seguito della nostra mozione approvata dal consiglio regionale”.

“E’ incomprensibile che si continuino a favorire i diserbanti e a fare gli interessi di chi li produce, a partire dalla multinazionale Monsanto, contraddicendo i principi base obbligatori della difesa integrata e trascurando del tutto l’agricoltura biologica e naturale, il solo metodo compatibile con la protezione delle risorse idriche, non solamente nelle zone di rispetto, ma anche in quelle di ricarica della falda. Tra l’altro l’agricoltura biologica è l’unico mercato agricolo in crescita a livello toscano, italiano ed europeo, nonostante l’esiguità dei finanziamenti ricevuti”.

“Non vogliamo che i toscani siano avvelenati a norma di legge, per questo chiediamo una rapida discussione della nostra mozione in modo che il Puff sia rivisto e modificato prima della sua entrata in vigore. Chiediamo anche che nel dibattito sulla revisione siano coinvolte tutte le associazioni del settore agricolo, comprese quelle del biologico e del biodinamico, oltre alle associazioni di protezione ambientale e in difesa dei consumatori”, terminano Fattori e Sarti.

MOZ1419 – Piena tutela delle acque destinate al consumo umano e divieto di utilizzo di prodotti fitosanitari all’interno delle aree di salvaguardia

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