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Promuovere il consumo dell’acqua potabile di rubinetto e rimodulare in aumento i canoni concessori a carico delle aziende che imbottigliano acque minerali. È quanto chiede la mozione presentata dai consiglieri di Sì-Toscana a sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, che è stata approvata dal Consiglio regionale all’unanimità con alcuni emendamenti proposti dal Pd.

“Le aziende imbottigliatrici ottengono un guadagno privato dallo sfruttamento di un bene pubblico”, ha spiegato intervenendo in aula il capogruppo Tommaso Fattori. “Eppure per utilizzare le sorgenti di acqua presenti sul territorio regionale sono previsti canoni di concessione irrisori. Inoltre, il 90-95% delle acque vengono imbottigliate in bottiglie di plastica che contribuiscono all’aumento dei rifiuti”.

La mozione impegna la Giunta ad attivarsi per giungere a “una rimodulazione in aumento del canone” dovuto per “il permesso di ricerca di acque minerali” e per quello relativo alle “acque prelevate e imbottigliate, prevedendo di reinvestire i maggiori proventi in politiche e interventi di tutela della risorsa idrica e per lo sviluppo di una capillare filiera industriale del riciclo e del recupero dei rifiuti”. La Giunta viene anche chiamata a intervenire presso la Conferenza Stato-Regioni per “promuovere un riordino della normativa di settore che preveda canoni uniformi sul territorio nazionale” e presso il Governo “per rendere obbligatorio il sistema di vuoto a rendere per le bottiglie di vetro e le lattine”. Tra gli impegni richiesti al governo regionale c’è anche quello di continuare nelle azioni intraprese per prevedere agevolazioni per i quantitativi di acqua imbottigliati in vetro o con un sistema di vuoto a rendere, oltre a promuovere l’uso dell’acqua potabile di rubinetto.

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