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Dietro front: nel corso di quasi venti anni le fontanelle di acqua potabile sono state chiuse e rimosse da piazze, strade e principali luoghi pubblici della nostra regione, adesso però il Consiglio regionale approva la proposta di Sì – Toscana a Sinistra per ripristinarle. L’ordine del giorno, collegato all’adozione della legge che destina fondi a campagne di sensibilizzazione contro l’uso della plastica, impegna la giunta regionale “a promuovere, di concerto con l’Autorità Idrica Toscana, i Comuni e i soggetti gestori del servizio idrico integrato, uno specifico progetto volto ad aumentare il numero di punti pubblici dove cittadini e turisti possano accedere all’acqua potabile, al fine di realizzare una rete diffusa e omogeneamente distribuita di fontanelle nel territorio regionale, con particolare attenzione ai luoghi pubblici maggiormente frequentati”.

Va benissimo sensibilizzare i cittadini e i turisti a non comprare bottigliette di plastica e a bere l’acqua di rubinetto, ma se poi non li mettiamo in condizione di accedere all’ acqua potabile quando hanno sete, la meritevole opera di sensibilizzazione è tutto inutile”, commenta Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra. “Specialmente nei mesi caldi vediamo concittadini e turisti aggirarsi nelle nostre città alla disperata ricerca di fontanelle in cui poter riempire le borracce o bere un sorso d’acqua, ma oggi non hanno altra scelta che entrare in un bar e acquistare bottiglie in plastica, dato che le fontanelle che un tempo riempivano le nostre città sono scomparse”.

E non sono sparite per magia – continua Fattori – ma perché ormai da un ventennio la gestione dell’acqua è stata privatizzata e le Spa, il cui fine è la realizzazione di profitti, hanno cancellato gli obiettivi sociali ed ecologici del servizio pubblico. Così le tantissime fontanelle che un tempo abbondavano nelle piazze, nei giardini, nelle strade, persino ai binari delle stazioni, sono state considerate solo un costo, chiuse e rimpiazzate ora dall’obbligo di acquisto di decine di milioni di bottiglie di plastica, peraltro arrivate a bordo di camion altrettanto inquinanti.”

Con l’approvazione della nostra proposta si darà finalmente avvio ad un progetto per ripristinare una rete capillare di punti di approvvigionamento di acqua potabile, come quella presente fino a venti anni fa. E non si tratta dei così detti ‘fontanelli di alta qualità’, utili ma costosi, bensì di normalissime e piccole fontanelle dotate di rubinetto, per evitare sprechi, che erogano acqua potabile identica a quella che arriva nei nostri appartamenti, che possono essere collocate praticamente ovunque”, precisa Fattori. 

Di qui al 2020 ci batteremo anche per far approvare la nostra proposta di legge per ripubblicizzare la gestione del servizio idrico, nel rispetto del Referendum del 2011, così come continueremo la battaglia perché tutta l’acqua erogata nella nostra regione sia davvero potabile e di qualità, mentre sappiamo che purtroppo non è ovunque è così”, conclude Fattori.


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