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“In fretta e furia la Giunta regionale e il Pd approvano una delibera di modifica al Pit, il Piano d’indirizzo territoriale, per dare mano libera al Presidente Rossi in sede di Conferenza dei servizi. Si vuole forzare per dare il semaforo verde alla nuova pista di 2400 metri, modificando la superficie destinata a parco e verde pubblico del piano urbanistico di Castello con la perdita di circa 20 ettari sugli 80 previsti e diminuendo la superficie del Parco agricolo della Piana nell’area più sensibile, senza aver mai fatto un vero studio su costi-benefici e sull’impatto ambientale”, così i Consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti sulla Proposta di Risoluzione “Masterplan 2014-2029 Aeroporto Vespucci di Firenze”, votata oggi in consiglio regionale.

“Da sempre, insieme ai Comuni della Piana che hanno fatto ricorso al Tar e ai tanti cittadini, alle associazioni e ai comitati ambientalisti, sosteniamo che quest’opera rappresenta un enorme spreco di risorse e avrebbe impatti assai negativi sulla qualità della vita degli abitanti della piana. E’ un’opera costosissima, pericolosa, inquinante e sarebbe oltretutto l’unica al mondo a essere perpendicolare rispetto ai venti prevalenti”.

“Ribadiamo il nostro sì al parco agricolo della piana e il nostro sì allo sviluppo del Polo scientifico così come ribadiamo il nostro no alla nuova pista aeroportuale. I nostri Sì descrivono un’altra idea di modernità, che punta sulla ricerca scientifica, che si fonda sulla difesa di un eco-sistema formatosi in centinaia di anni e sulla difesa del suo delicato reticolo idrogeologico, e che punta a una programmazione infrastrutturale che davvero contribuisca a riequilibrare il divario fra Toscana costiera e area centrale, il che significa dare centralità strategica dell’aeroporto di Pisa, in collegamento anche con i porti toscani, ridisegnando Peretola come City Airport”.

“Per raggiungere l’obiettivo della pista addirittura da 2.400 metri adesso si sovrascrivono d’imperio gli strumenti urbanistici e le pianificazioni dei Comuni dell’area, che lì intendevano realizzare il parco della piana, e si sovrascrive e si stravolge lo stesso PIT regionale. Grazie all’ennesima modifica della legge 65 è ora sufficiente l’augusta presenza del presidente in conferenza di servizi e il suo assenso per cancellare le previsioni attuali del PIT e sostituirle con le nuove. Insomma, si fanno modifiche essenziali senza neppure coinvolgere il consiglio regionale. E noi che pensavamo che su simili opere fosse persino necessario attivare un percorso partecipativo. Invece le decisioni sono sempre più centralizzate”.

“Se il PIT e le pianificazioni comunali possono essere stravolti così, viene anche da domandarsi a cosa serva la pianificazione. Forse stiamo sperimentando la pianificazione postmoderna o liquida, che invece di orientare le scelte prende la forma degli interessi forti del momento”.

 

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