EUCOOKIELAW_BANNER_TITLE

Il Pd ha deciso di bocciare la nostra razionale proposta che prevedeva di fermare la liquidazione delle attuali 12 società che gestiscono il trasporto pubblico locale regionale in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, prevista fra poche settimane. Chiedevamo di scrivere un nuovo cronoprogramma, da concordare con Autolinee Toscane e Mobit, in attesa di capire chi ha davvero vinto la gara per la gestione del servizio nell’intera regione. Affidare in maniera definitiva il trasporto pubblico regionale ad Autolinee Toscane quando la sentenza del Consiglio di Stato potrebbe ribaltare la situazione è una scelta assurda che ci espone ad enormi rischi patrimoniali, oltre a pregiudicare lo stesso servizio a danno della cittadinanza e dei lavoratori”, affermano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra.

Ancora più assurde le motivazioni addotte dal Pd, che da una parte ha affermato di condividere nel merito le preoccupazioni e i contenuti della nostra proposta, dall’altra ha inteso far quadrato attorno alle decisioni dell’assessore Ceccarelli chiedendo più tempo, ossia di rimandare il voto sulla nostra richiesta di qualche settimana. Ma il tempo non c’è e si sarebbe dovuto sospendere immediatamente l’attuale cronoprogramma, che prevede un processo di liquidazione delle 12 aziende che si avvierà a metà novembre per concludersi entro l’anno. Prudenza e buon senso esigono che si attenda la sentenza del Consiglio di Stato: l’interesse pubblico, economico e patrimoniale deve essere tutelato nell’eventualità di una sentenza sfavorevole per Autolinee Toscane Spa”, continuano i consiglieri.

Tra l’altro era stato proprio il Consiglio regionale, a febbraio, ad aver impegnato la Giunta ad affidare definitivamente la concessione del TPL solo a seguito della pronuncia del Consiglio di Stato, senza basarsi sulla sola sentenza della Corte di Giustizia Europea, in modo da evitare l’attivazione di nuovi contenziosi tra Mobit e Autolinee Toscane. Ma proprio ora che siamo vicini alla sentenza, la giunta innesca una vera e propria bomba nel sistema e obbliga le 12 società toscane alla vendita dei propri beni, mezzi, e immobili al raggruppamento Autolinee Toscane, guidato dai francesi di RATP. Il Pd regionale, invece di aiutarci a disinnescare la bomba chiede più tempo, ma così salta tutto in aria”, concludono Fattori e Sarti.

 

Commenta