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Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un complesso e articolato ordine del giorno presentato da Sì-Toscana a Sinistra sul nodo delle bonifiche dall’amianto. Il testo, emendato dal Pd, impegna la Giunta ad adottare, entro i primi mesi del 2019, il ‘Piano regionale di tutela dall’amianto’ per la protezione dell’ambiente, la decontaminazione, lo smaltimento e la bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto, compresa la dismissione dei siti estrattivi di materiali contenenti amianto naturale. Impegna anche a verificare, monitorare e implementare i fondi di provenienza comunitaria, nazionale e regionale destinati alla sostituzione di coperture di edifici pubblici e privati contenenti amianto con impianti solari, con attenzione ad interventi di bioedilizia e di messa in efficienza energetica. Infine impegna la Giunta a reperire fondi per dare attuazione alla mozione presentata da Sì Toscana a Sinistra e approvata il 10 ottobre scorso dal Consiglio regionale, che chiedeva di sostenere la creazione di impianti di inertizzazione dell’amianto, per superare il conferimento in discarica.

Nel 2013 la Regione Toscana si è data una legge virtuosa sull’amianto, proposta dal consigliere della sinistra rosso-verde Mauro Romanelli. Come chiediamo da tempo, occorre dare attuazione concreta a quella norma, perciò la giunta deve finalmente adottare il Piano regionale di tutela dall’amianto”, ha affermato in aula Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra. 

Il ritardo che si è accumulato non è più accettabile, in Toscana vi sono ancora centinaia di edifici pubblici, impianti industriali e aree dismesse contaminati, oltre ad un numero altissimo ma imprecisato di edifici privati. Dobbiamo trovare fondi regionali, ma anche chiedere fondi comunitari e nazionali, per promuovere la bonifica delle strutture in cemento-amianto e favorirne la sostituzione con fabbricati in grado di conseguire risparmi energetici, puntando sulle energie rinnovabili”, prosegue Fattori.

Allo stesso tempo dobbiamo lasciarci per sempre alle spalle le discariche di amianto. Al no alle discariche corrisponde un sì e una proposta concreta: incentivare e sostenere la nascita e la diffusione di impianti industriali capaci di inertizzare i rifiuti contenenti amianto creando un’economia circolare di sottoprodotti riutilizzabili in edilizia e cantieristica. Esistono tecnologie già industrializzate in grado di degradare in maniera assolutamente affidabile l’amianto, come ben illustrato dagli studi del Cnr. Ad ottobre il Consiglio ha votato all’unanimità un nostro atto per aprire all’inertizzazione, adesso chiediamo che il bilancio individui fondi ad hoc”, ha concluso Fattori.

 

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