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In Toscana delle quattro discariche per RCA (Rifiuti contenti amianto), due hanno esaurito la cella amianto (Tiro al segno e Bulera) ed una è stata a lungo sotto sequestro (Cassero). Per quanto riguarda Cava Fornace (Montignoso), sia i Comuni territorialmente interessati, sia noi stessi in Consiglio regionale abbiamo votato per chiederne una celere chiusura, con contestuale messa in sicurezza e bonifica ambientale, anche alla luce dei rilievi di Arpat. Per questo servono alternative efficaci ad un ciclo dei rifiuti che continua purtroppo a chiudersi col conferimento della fibra killer in discarica”, spiega Tommaso Fattori, capogruppo di Sì – Toscana a Sinistra in consiglio regionale.

Come esistono alternative all’incenerimento dei rifiuti – continua Fattori – così esistono alternative alle discariche di amianto. La politica regionale deve sposare l’economia circolare, sostenendo la creazione di una filiera innovativa che inertizzi l’amianto e ne consenta il riutilizzo. Cava Fornace, come tutte le discariche di amianto, deve chiudere immediatamente. Ma al no alla discarica corrisponde un sì e una proposta concreta: incentivare e sostenere la nascita e la diffusione di impianti industriali capaci di inertizzare i rifiuti contenenti amianto, dando così un concreto impulso sia all’attività di bonifica, sia alla nascita di un’economia circolare di sottoprodotti riutilizzabili in edilizia e cantieristica”.

 Nella mozione – conclude Fattori – chiediamo anche di intervenire presso il Governo per ripristinare gli incentivi per la bonifica di tetti e coperture in amianto, attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici”.

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