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Sì-Toscana a Sinistra ha presentato una mozione in Consiglio regionale in cui si chiede che la Regione, nel rispetto della legge sulla partecipazione, recepisca gli esiti del processo partecipativo sulla futura destinazione dell’area di San Salvi. Il che esclude che possano sorgere nuove edificazioni di carattere residenziale, ad eccezione di forme di co-housing, con recupero di volumi. In base alla legge regionale sulla partecipazione 46/2013, gli enti locali devono tener conto della volontà degli abitanti della zona: centinaia di persone che per un intero anno hanno elaborato idee e proposte, consegnando un progetto complessivo per il futuro di San Salvi, frutto del processo finanziato dall’Autorità regionale per la Promozione della Partecipazione.

Il percorso partecipativo sul futuro dell’area di San Salvi a Firenze ha prodotto un progetto straordinario e dettagliato, che però è rimasto lettera morta. Chiediamo che la Regione Toscana accolga le proposte dei residenti, nel pieno rispetto della legge regionale sulla partecipazione. Non c’è niente di più frustrante che attivare processi partecipativi di successo, illudendo i cittadini di poter decidere il futuro del patrimonio pubblico, salvo poi ignorarne gli esiti”, commenta il capogruppo di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori. 

Dopo aver raccolto 3 mila firme e aver organizzato un gran numero di incontri di informazione e approfondimento, sono state elaborate proposte che delineano un modello che salvaguarda e rilancia l’area di San Salvi, vero e proprio bene comune. Nel periodo di svolgimento del progetto, i cittadini hanno partecipato a riunioni settimanali aperte, a grandi assise e a percorsi di laboratorio progettuale, ma anche – continua Fattori – ad incontri e momenti ricreativi e pubblici, passeggiate di conoscenza e di discussione nell’area di San Salvi, cene e feste. Da questo percorso ne è uscito un modello radicalmente diverso da quello del vecchio piano approvato nel 2007, che prevedeva una destinazione essenzialmente residenziale dell’area”. 

San Salvi diverrebbe tassello di un più generale sistema interconnesso di parchi urbani e l’area si rivitalizzerebbe ospitando nuove funzioni, da mettere in sinergia con quelle esistenti, dall’artigianato digitale per le protesi mediche alle funzioni sanitarie tradizionali in capo alla Asl, da imprese giovanili ad una piazza per concerti, dal co-housing intergenerazionale all’espansione dei dipartimenti universitari, dalla casa dello studente alla fattoria didattica e agli orti urbani, dall’area sportiva diffusa al museo sulla storia dell’internamento psichiatrico, dal centro per ospitare gli animali feriti al progetto di centralizzazione delle biblioteche, oggi frammentate nell’area. E poi un cinema, un’area per concerti e un auditorium polifunzionale, dove l’istituto alberghiero Saffi avrebbe uno spazio ristorante e una mensa sociale in cui poter formare gli studenti. Insomma, una vera visione di sistema e di integrazione di funzioni, che poi è anche un’idea di città e di società”.

Il progetto prevede tra l’altro la realizzazione della nuova stazione ferroviaria San Salvi, che servirebbe anche tre scuole, le piscine di Bellariva, il Tuscanyhall (ex Obihall) oltre a Coverciano, le zone di Gignoro, Varlungo e via Aretina. Ci troviamo davanti a proposte e progetti concretamente realizzabili, attuabili anche dal punto di vista economico-finanziario. Adesso il destino di questo bene comune è nelle mani del Comune di Firenze, della Regione e della Asl, che però hanno messo tutto nel congelatore. Noi chiediamo di scongelare questo bellissimo progetto e -conclude Fattori- di ridare vita e futuro all’area di San Salvi, altrimenti destinata a subire l’ennesimo avvilente e deturpante piano di edificazioni residenziali”.

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