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“La Regione Toscana si schieri con decisione dalla parte dei lavoratori della Bekaert e del loro progetto di cooperativa. E lo faccia in fretta perché il tempo stringe. Il 30 giugno sarà infatti l’ultimo giorno di cassa integrazione straordinaria per i 196 lavoratori rimasti nello stabilimento”. È quanto ha affermato il consigliere di Sì – Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori, presentando un’interrogazione orale al Presidente della Giunta regionale Enrico Rossi che è all’ordine del giorno della seduta consiliare di martedì 25 febbraio.
Dopo la mozione approvata dall’aula nei giorni scorsi in cui Sì – Toscana a Sinistra chiedeva alla Giunta di impiegare tutti gli strumenti necessari alla reindustrializzazione e al massimo riassorbimento occupazionale dei lavoratori ex Bekaert “approfondendo la proposta di acquisizione della cooperativa Steel Coop Valdarno”, il capogruppo Tommaso Fattori insiste: “In questi anni abbiamo fatto approvare varie proposte per rendere strutturale e non episodico il sostegno della Regione al cosiddetto workers buyout, ovvero la trasformazione in cooperative delle imprese in crisi, oppure in salute ma tradite dalla proprietà, come nel caso della Bekaert, anche attraverso un aumento delle risorse finanziarie già stanziate a favore dei lavoratori che intraprendano questa strada”. “Quello della Steel Coop Valdarno – ha aggiunto – è un progetto innovativo che garantirebbe una condizione economica sana e priva di debito per far ripartire la fabbrica e dimostrerebbe anche come i lavoratori possano incidere nelle crisi industriali, di fronte a multinazionali che non esitano a trasferire gli stabilimenti in luoghi dove il costo del lavoro è più basso”.
L’interrogazione firmata da Fattori insieme al collega Paolo Sarti chiede al presidente Rossi, fra l’altro, quali azioni sta mettendo in atto la Regione Toscana per sostenere l’ipotesi di rilevamento della Bekaert da parte della cooperativa Steel Coop Valdarno anche sostenendo la cooperativa nella ricerca di finanziamenti e partner industriali.
“Sia il governo nazionale che quello regionale – si legge nell’interrogazione – stanno manifestando l’intenzione di sostenere la proposta alternativa presentata da Trafilerie Meridionali s.p.a. di Chieti, con l’argomentazione che, per un serio rilancio, occorra il protagonismo di un soggetto puramente imprenditoriale”. Tuttavia, “Trafilerie Meridionali s.p.a, pur presentando un buon fatturato, risulta avere un debito di 24 milioni di euro e ha annunciato di poter rilevare lo stabilimento di Figline Valdarno garantendo la presenza di non più di 80 persone”.

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