EUCOOKIELAW_BANNER_TITLE

Tommaso Fattori, consigliere regionale di Sì Toscana a Sinistra, era oggi al presidio indetto dai lavoratori della Bekaert davanti a Confindustria in piazza Repubblica a Firenze, assieme al collega Paolo Sarti. Commenta Fattori: “Per noi questa è la parte giusta, quella dei 318 lavoratori della ex Pirelli di Figline, uno stabilimento sano e con ottimi fatturati che la multinazionale Bekaert ha rilevato, ha spolpato e che ora vuol buttare nell’immondizia assieme a chi ci lavorava, portandosi via come bottino conoscenze e tecnologie. Ladri e criminali in giacca e cravatta”.

 

“No, non sono gli immigrati a voler rubar loro il lavoro ma manager che viaggiano in elicottero e che per incrementare ancor di più i profitti, delocalizzano dall’oggi al domani. Manager che neppure si sono presentati al tavolo convocato al ministero dello sviluppo economico, al quale mancavano anche i rappresentanti del ‘governo del cambiamento’. Speriamo che domani al tavolo a Roma finalmente il governo ci sia: le istituzioni devono fare la loro parte”.

 

Continua Fattori: “Alle multinazionali come Bekaert abbiamo permesso di fare il bello e il cattivo tempo, senza mettere paletti e vincoli. Dispiace che la nostra proposta di legge regionale contro le delocalizzazioni sia ferma in commissione da un paio d’anni, su questo la Toscana avrebbe potuto essere all’avanguardia nell’ostacolare le delocalizzazioni. In molti casi si tratta di aziende che prendono valanghe di soldi pubblici e poco dopo delocalizzano.”

 

“Adesso dobbiamo in ogni modo garantire la continuità produttiva dell’azienda e i posti di lavoro, anche con una soluzione ponte che preveda una partecipazione pubblica, in attesa che si faccia avanti qualche soggetto privato che intenda rilevare lo stabilimento di Figline. Il governo e la Regione devono impegnarsi in questa direzione, mentre ho l’impressione che la Bekaert abbia intenzione di fare un deserto e impedire ai concorrenti, per esempio agli asiatici, di entrare in Europa, acquisendo lo stabilimento valdarnese.”

 

Commenta