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“Le case popolari non aumentano magicamente con gli articoli di legge, né si soddisfa la domanda di edilizia residenziale pubblica modificando semplicemente i punteggi di assegnazione. L’equità si ottiene solo aumentando gli investimenti”. Lo affermano i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Paolo Sarti e Tommaso Fattori, commentando il tortuoso iter del testo unico sull’edilizia residenziale pubblica.

“E’ inutile fare il gioco dei tre barattoli sulla pelle degli ultimi e dei penultimi, mettendo toscani e non toscani gli uni contro gli altri. Il punto vero è che non ci sono sufficienti risorse e investimenti strutturali in edilizia residenziale pubblica. Per colpa dell’attuale governo nazionale e dei governi precedenti, non solo della giunta regionale”, aggiungono Sarti e Fattori.

“La casa è diventata un’emergenza sociale, anche in Toscana. Gli effetti della crisi economica sono evidenti, è espolso il paradosso che vede ‘case senza gente e gente senza casa’, dato che sono moltissimi gli edifici lasciati colpevolmente vuoti, come denunciamo da tempo.”

“Solamente un nucleo familiare su 33, nella nostra Regione, vive in alloggi popolari, e ci sono 22 mila famiglie in graduatoria in attesa di un luogo per vivere. Difronte ad un simile quadro è indecente che il dibattito sia strumentalizzato da chi si proclama dalla parte dei toscani provando ogni volta a buttare in pasto all’opinione pubblica il solito falso capro espiatorio, gli immigrati. Noi siamo dalla parte di tutti coloro che hanno bisogno di un tetto sopra la testa, italiani e non italiani, e una società che sia davvero civile fonda l’edilizia popolare su principi universalistici, come è sempre stato a partire dal secondo Dopoguerra”, concludono i consiglieri di Sì-Toscana a Sinistra.

 

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