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Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra e membro della commissione ambiente del consiglio regionale, si schiera a fianco dei cittadini mugellani contrari all’impianto di Petrona, una vicenda sulla quale Sì Toscana a Sinistra ha presentato, da ottobre a oggi, due interrogazioni, al momento rimaste senza risposta da parte della giunta, malgrado il termine sia scaduto.

Dice Fattori “purtroppo non è un gioco di parole, è un fatto: qui non ci troviamo davanti a biomasse ma a una massa di bugie e violazioni di legge. Ci dicono che si tratterà di una centrale a biomasse ma poi, leggendo studi scientifici come quello di iBionet, il più autorevole osservatorio interuniversitario in materia, si scopre che nel Mugello non vi è la disponibilità di biomasse sufficienti per alimentare un simile impianto, a un prezzo che sia economicamente sostenibile. Né l’impresa Renovo ha presentato, come avrebbe dovuto, gli accordi di reperimento della biomassa locale e cioè un piano di coltivazione che mostri da dove proverrebbe la legna da bruciare nel suo impianto.” Aggiunge Fattori “il diavolo è nascosto nei dettagli, dato che la normativa potrebbe consentire all’impianto di bruciare in un prossimo futuro anche parte dei rifiuti urbani, ossia l’organico essiccato, spesso impuro perché può contenere parti di plastiche e altri materiali fortemente inquinanti. Insomma, la centrale potrebbe trasformarsi ben presto in un inceneritore, collocato in una zona che, per le sue caratteristiche geomorfologiche e per il fenomeno dell’inversione termica, farebbe stagnare le polveri sottili a fondo valle. In altri termini, stiamo parlando d’insostenibilità economica e ambientale ma anche di cattivo uso di soldi pubblici”. “Qui si apre, infatti, un ulteriore capitolo” aggiunge Fattori “che si affianca al tema degli incentivi per le false energie rinnovabili. In questo caso sono stati usati circa 850 mila euro della regione per la riqualificazione delle aree degradate, dato che questa è una zona piena di capannoni vuoti e abbandonati, salvo poi aver collocato la futura centrale in un’area vergine.”

Secondo Fattori “quel che è più grave è che si è autorizzata la costruzione dell’impianto senza aver fatto alcuna Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), come invece richiederebbe la normativa europea (direttiva 2011/92/UE). Questo per il semplice motivo che la legge regionale che regola la materia (l. 10 del 2010) non è appunto adeguata alle norme comunitarie, esattamente come la legge della Regione Marche, del tutto identica alla nostra, e dichiarata incostituzionale dall’Alta Corte nel 2013. Cosa che è stata affermata in una recente sentenza del TAR della Toscana, a proposito di un caso simile a quello della centrale di Petrona. Come Sì Toscana a Sinistra abbiamo sollevato la questione ben quattro mesi fa, con un’interrogazione rivolta alla Giunta e al Presidente Rossi che è rimasta senza risposta. Un fatto gravissimo e un’evidente ammissione di colpa.”

“Ma anche la Renovo non ha rispettato regole e prescrizioni: avrebbe dovuto iniziare i lavori entro un anno dalla notifica dell’autorizzazione a costruire l’impianto e non l’ha fatto, cosa gravissima che comporterebbe l’automatico annullamento dell’autorizzazione. La Renovo ha tuttavia iniziato ugualmente a costruire, seppur in ritardo, sforando anche i tempi per la comunicazione d’inizio lavori.” “Quel che indigna” aggiunge Fattori “è che l’autorità pubblica non è stata da meno, e invece di ritirare immediatamente l’autorizzazione a costruire, per il non rispetto del termine previsto di un anno da parte della Renovo, ha avviato un procedimento di revoca debolissimo, basato solo sul ritardo della notifica d’inizio lavori. Il che significa che la Città Metropolitana di Firenze fa veramente di tutto pur di consentire alla Renovo di costruire l’impianto e per questo è disponibile a chiudere non un occhio ma tutti e due”. “E’ proprio questa cecità e quest’assenza dell’amministrazione pubblica a spaventare, i cittadini e i comitati della zona non sanno a chi rivolgersi per presentare le proprie diffide, dato che le funzioni in materia sono ormai passate dalle ex Province alla Regione, assieme a tutto il personale che se ne occupava, ma, per quanto concerne i procedimenti iniziati prima di quest’anno, la Regione continua a dire ai cittadini di rivolgersi alla Città Metropolitana, che però non ha più il personale competente e dove i telefoni squillano a vuoto”.

Conclude Fattori “è l’ora di tornare a rispettare tutti le regole, a tutela della salute e dell’ambiente, e di investire sulle vere energie rinnovabili anziché su operazioni dubbie e dal deciso sapore speculativo”.

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