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Il rilancio di MPS non passa certo attraverso il continuo e lento smembramento della Banca e attraverso inarrestabili processi di esternalizzazione, pagati interamente dai lavoratori”, affermano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra. Torna infatti ad affacciarsi la possibile cessione del Consorzio Operativo (COG) del gruppo Monte dei Paschi di Siena, azienda in house di proprietà di MPS che conta 870 dipendenti, dopo le smentite. Il COG è la struttura di MPS incaricata della gestione dei processi IT (Information Tecnology), ossia della gestione dei sistemi informativi e dei relativi servizi.

Dopo il voto unanime del Consiglio regionale “la Regione prenderà la parola nella trattativa avviata fra MPS e WRM facendo il possibile per impedire l’esternalizzazione del COG. L’obiettivo prioritario è la tutela dei posti di lavoro e di quel patrimonio collettivo, economico e professionale che continua ad essere Mps”, spiegano Tommaso Fattori e Paolo Sarti. La mozione, presentata da Sì-Toscana a Sinistra, accoglie anche un emendamento del Pd, a favore di un impegno per il mantenimento della sede della direzione generale della banca a Siena.

Lo scorso 9 novembre Mps ha infatti annunciato di aver individuato WRM come partner unico in una trattativa che potrebbe portare all’esternalizzazione della gestione dei sistemi informativi di MPS. “WRM è un fondo di investimento con sede in Lussemburgo, e questo dice già tutto. L’allarme dei lavoratori del COG, ad oggi dipendenti a tutti gli effetti di Mps, è purtroppo fondato. Qualora l’operazione andasse in porto, sarebbero a rischio i loro posti di lavoro, con enorme danno per queste persone e per il territorio toscano e senese, che ne risulterebbe ulteriormente impoverito”.

Circa cinque anni fa – ricordano Fattori e Sarti – MPS ha già esternalizzato i servizi ausiliari, contabili e amministrativi di back office ad una società mista del gruppo fiorentino Bassilichi e della multinazionale irlandese Accenture, con accensione di un contratto di servizio di 18 anni. Un’operazione che ha dato risultati assai discutibili e dalla quale Bassilichi è recentemente uscita. Nonostante gli allora 1.100 dipendenti fossero stati trasferiti con la rassicurazione che avrebbero mantenuto il contratto dei bancari, le cose sono andate diversamente. In conseguenza di tutto questo sono state avviate ben 700 cause con la richiesta di reintegro sul posto di lavoro in MPS. Oggi siamo ancora in tempo per evitare che si ripeta un simile disastro”.

La Regione Toscana ha seguito in passato la complessa vicenda del Gruppo Monte dei Paschi e ha avviato in Consiglio regionale una specifica Commissione di inchiesta. Oggi decide di assumere responsabilità a tutela dei lavoratori e di un patrimonio dell’intera collettività, già sufficientemente martoriato da scelte profondamente sbagliate”, concludono Fattori e Sarti.

 

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