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La Regione Toscana approfitti di questo periodo di inerzia forzata per attivare i percorsi di formazione professionale a distanza che sono di sua competenza. È quanto chiede una mozione presentata dai consiglieri regionali di Sì Toscana a sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, che impegna la Giunta a programmarne l’attivazione, mettendo urgentemente in campo tutti gli strumenti tecnologici a propria disposizione. “L’attuale emergenza sanitaria costringe molte categorie di lavoratori a restare nelle proprie case, spesso inattivi – spiegano Fattori e Sarti – questo tempo potrebbe essere invece utilizzato per frequentare, grazie agli strumenti tecnologici oggi disponibili, corsi di formazione e aggiornamento professionale. Gran parte di questa partita è in capo alla Regione e gli uffici regionali competenti potrebbero fare un’immediata verifica delle attività formative immediatamente attivabili, monitorando la disponibilità di docenti e frequentatori dei corsi”.
In tema di formazione professionale il gruppo Sì Toscana a sinistra ha presentato anche un’altra proposta, sempre all’ordine del giorno del Consiglio del 31 marzo prossimo, dedicata specificamente ai lavoratori dello spettacolo, dei teatri e delle Fondazioni liriche. “In questo settore i lavoratori spesso non percepiscono alcuna retribuzione quando gli spettacoli sono sospesi”, proseguono Fattori e Sarti. “La formazione è parte integrante del loro rapporto di lavoro e se in questo periodo venissero attivati i percorsi di formazione, questi lavoratori continuerebbero a percepire lo stipendio. La Regione potrebbe mettere a disposizione i propri strumenti, anche mediante la Mediateca regionale, per fare formazione a distanza. Altri paesi europei, ad esempio la Francia, hanno deciso di riconoscere agli artisti e ai tecnici dello spettacolo i tempi della formazione permanente nei periodi di disoccupazione e i relativi costi, prevedendo anche un sussidio di disoccupazione tra un contratto e un altro”.
Sì Toscana a sinistra chiede anche alla Giunta di fare pressione sul governo nazionale perché sia istituito un fondo che garantisca un “reddito di quarantena” per i lavoratori dello spettacolo “sollecitando una riforma complessiva del trattamento normativo e previdenziale per questa categoria così scarsamente tutelata”.

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