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Fermare la vendita degli immobili Asl e del patrimonio regionale utilizzabili per le necessità legate alla pandemia e requisire temporaneamente alcune grandi strutture private utili in fase di emergenza. Lo chiede il gruppo regionale Toscana a Sinistra in due distinte mozioni all’ordine del giorno della seduta consiliare di giovedì 2 aprile. La prima impegna la Giunta ad escludere dalla vendita gli immobili del patrimonio regionale e delle Aziende Sanitarie Locali “che possono essere utilizzate sia per ospitare nuove funzioni sanitarie e sociosanitarie, sia per rispondere a situazioni emergenziali come l’epidemia in corso”. La seconda mozione chiede invece al governo regionale di censire le grandi strutture private adatte alla gestione dell’emergenza e poi procedere ad una requisizione temporanea, sulla base di un piano regionale concordato con le prefetture e i sindaci.
Secondo i consiglieri di Toscana a sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, “è inaccettabile mettere le persone in quarantena nei container: vanno utilizzati gli immobili in disuso del patrimonio della Regione Toscana e delle Asl tuttora in buone condizioni e requisire temporaneamente i grandi immobili privati inutilizzati che possono essere utili nell’emergenza”. “Il cosiddetto “villaggio della quarantena” in via di allestimento nel parcheggio scambiatore di viale Guidoni, alla periferia di Firenze, è “un’iniziativa sbagliata e ingiustamente punitiva, che dà anche una pessima immagine alla città”. “I container vengono utilizzati dopo i terremoti, quando gli edifici sono inagibili”, spiegano Fattori e Sarti. “In un’epidemia i luoghi ideali per isolare i positivi non sintomatici o chi è in via di negativizzazione sono invece edifici che appartengono alla collettività, come Villa Basilewski, di proprietà regionale e che nel 2015 fu già usata per accogliere i migranti, o strutture private requisibili a norma di legge. Sono tanti gli edifici pubblici in buone condizioni nelle varie province della Toscana. L’emergenza Coronavirus ci fa comprendere quanto sia importante il patrimonio immobiliare della Regione e delle ASL, non solo per l’emergenza ma anche per il futuro, ossia per riaprire gli ospedali dismessi e arricchire il tessuto della sanità territoriale. Quel che sta accadendo deve farci riflettere su quanto sia sbagliato mettere questo prezioso patrimonio in vendita. Le alienazioni vanno fermate subito”.
“La requisizione di beni immobili privati con un indennizzo al proprietario è un’eventualità già prevista dal Codice civile in presenza di gravi e urgenti necessità pubbliche, ora ribadita nel Decreto Cura Italia”, hanno aggiunto Fattori e Sarti. “Sul territorio regionale ci sono tante grandi strutture private di proprietà di banche, assicurazioni, società per azioni e soggetti religiosi che possono essere utilizzate come luoghi di ricovero. Pensiamo ad esempio allo Student hotel e all’ex clinica Santa Chiara di Firenze di piazza Indipendenza, ma anche a molte strutture turistiche sulla costa, a partire dalle Colonie e da grandi villaggi turistici. Si tratta di strutture che potrebbero essere utilizzate per ospitare il personale sanitario giunto in Toscana e al lavoro nei nostri ospedali, per accogliere le tante persone soggette a quarantena, per il soggiorno temporaneo di migranti e persone senza fissa dimora, e per gestire le emergenze derivanti dalla diffusione del virus nelle RSA o in altre strutture di residenza sociale pubblica o privata. D’altra parte tanti concittadini della regione hanno già messo i propri alloggi vuoti, di solito destinati ai turisti, a disposizione dei medici, infermieri e del personale sanitario oggi impegnati a salvare vite nei nostri ospedali pubblici”.

Foto: Repubblica Firenze

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