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Nel corso della discussione di ieri sull’emergenza Covid-19 l’aula del Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno di Toscana a Sinistra che impegna l’esecutivo toscano a estendere significativamente il numero giornaliero di tamponi diagnostici, prevedendo un vero e proprio piano “a tappeto” da implementare nel corso della fase 2. Le ASL sono chiamate a riorganizzare i laboratori di patologia clinica degli ospedali pubblici per effettuare test di biologia molecolare. Si prevedono infine misure straordinarie per l’approvvigionamento dei reagenti chimici per i tamponi, affidandone la produzione allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze ed eventualmente ai laboratori universitari. Ma si contempla anche la possibilità di disporre la conversione delle attività produttive compatibili attraverso l’eventuale requisizione in uso degli stabilimenti, secondo quanto previsto dalla legge in caso di emergenza sanitaria.
“Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha incoraggiato l’estensione dell’uso dei tamponi per impedire una nuova ondata epidemica. Aumentare il numero di tamponi diminuisce il numero dei contagi e quindi dei morti”, hanno spiegato i consiglieri regionali Tommaso Fattori e Paolo Sarti. “Stiamo ripetendo da settimane che l’effettuazione di tamponi a tappeto dev’essere una precondizione per la riapertura in sicurezza e per interrompere le catene di contagio sui luoghi di lavoro”. “Recentemente ricerche indipendenti come quella della Fondazione Gimbe hanno evidenziato che la Toscana è la tredicesima regione italiana per numero di tamponi effettuati, con dati che la collocano al di sotto della media nazionale. In Toscana facciamo circa 85 tamponi al giorno ogni mille abitanti ma dovremmo triplicare questo numero, e con l’approvazione della nostra proposta viene imboccata la strada giusta.”
“Com’è noto la mancanza di reagenti è uno dei principali limiti all’estensione dei tamponi diagnostici ma è possibile ricorrere a reagenti autoprodotti in laboratori certificati e affidabili”, hanno concluso i consiglieri di Toscana a Sinistra. “L’Università di Firenze ha messo a punto una propria formula e il rettore Luigi Dei ha confermato che è possibile produrne grandi quantità in tempi ragionevolmente brevi. La Regione si muoverà dunque adesso, coinvolgendo il governo nazionale, per affidarne la produzione allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze e agli stessi laboratori universitari o per disporre la conversione delle attività produttive compatibili, anche attraverso requisizioni. Non c’è tempo da perdere”.

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