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“L’emergenza Covid-19 ha segnato il fallimento definitivo del modello di gestione privata delle residenze sanitarie assistenziali, che si è rivelato uno degli anelli deboli del sistema socio-sanitario toscano. La soluzione è riportare sotto il controllo pubblico la gestione delle Rsa”. È quanto hanno affermato i consiglieri di Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, presentando un atto consiliare che impegna la Giunta regionale ad avviare un programma di progressiva ripubblicizzazione della gestione delle Rsa toscane, con l’obiettivo di raggiungere un unico modello sotto il controllo totale del Servizio sanitario regionale.
L’atto chiede anche al governo regionale di fare rapidamente chiarezza sul numero reale dei decessi e dei contagi avvenuti finora tra gli ospiti e il personale delle strutture e di avviare l’immediata revisione dei parametri qualitativi e quantitativi necessari all’accreditamento regionale delle Rsa a gestione privata, prevedendo misure più stringenti in termini di verifica e controllo a tutela di ospiti e lavoratori. “Secondo stime per difetto l’emergenza sanitaria da Covid-19 nelle Rsa toscane ha causato 190 decessi e oltre mille contagi ma purtroppo sappiamo che il numero potrebbe essere assai più elevato, non essendo stato effettuato alcun tampone di verifica alle persone decedute da febbraio a oggi”, hanno spiegato Fattori e Sarti. “Anche per questo motivo è indispensabile verificare se esistano responsabilità da imputare alla cattiva gestione dell’emergenza sanitaria da parte dei gestori delle Rsa, considerando le numerose denunce per i ritardi nella fornitura dei dispositivi di protezione individuale, nell’effettuazione dei tamponi e nel trasferimento di pazienti positivi in strutture sanitarie adeguate sulle quali sta già indagando la magistratura. Sulla gestione dell’emergenza Covid-19 nelle Rsa un’ apposita indagine sarà attivata a breve anche dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale”.
In Toscana ci sono 322 residenze sanitarie assistenziali, di cui ben 280 sono gestite da soggetti privati, accreditati o convenzionati, nella maggior parte dei casi costituiti in cooperative, per un totale complessivo di circa quindicimila ospiti. Solo le restanti 42 Rsa sono gestite attualmente dal Servizio sanitario regionale.

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