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“Ci troviamo anche quest’estate davanti al problema della scarsità d’acqua, risorsa da cui dipende la vita stessa e tutti i nostri sistemi produttivi. Purtroppo non possiamo più considerare la siccità un evento eccezionale, bensì un evento ciclicamente ricorrente e una tendenza strutturale a cui le istituzioni devono dare risposte altrettanto strutturali, che ad oggi mancano”, dichiarano i consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori e Paolo Sarti.

 

“Non abbiamo solo il problema della quantità ma anche quello della qualità delle nostre acque: da una parte i cambiamenti climatici in atto, con l’Italia soggetta a prolungati periodi privi di precipitazioni seguiti da bombe d’acqua e altri fenomeni atmosferici estremi, dall’altra il crescente inquinamento della risorsa idrica, l’abbassamento delle falde e il progredire del cuneo salino nelle zone costiere. Si tratta di un problema ecologico gigantesco causato dalle attività umane che a sua volta si ripercuote negativamente sull’economia, a partire dall’agricoltura”.

 

“A fronte di questa situazione drammatica, risalta la pochezza delle azioni e degli interventi programmati dalla Giunta che stamani ci sono stati comunicati in aula dall’Assessore Fratoni. Servirebbe piuttosto un programma di ampio raggio per ridurre gli sprechi e i prelievi d’acqua e per ridurre il crescente inquinamento di fiumi e falde. Dobbiamo programmare seri interventi strutturali oltre che intervenire sullo stato critico dei nostri acquedotti, prendendo atto del fallimento delle gestioni privatistiche e del modello del ‘full cost recovery’ che scarica sulle tariffe pagate dai cittadini anche gli investimenti straordinari. Serve insomma una capacità di programmazione e progettazione complessiva, capace di guardare anche alla riprogettazione dei cicli industriali, al riutilizzo delle acque depurate, a sistemi irrigui più razionali”.

 

“Dispiace anche che tutti gli atti collegati alla Comunicazione siano stati bocciati dal PD, compresa la nostra dettagliata mozione sulle azioni necessarie per tutelare le acque dai pesticidi. I dati Arpat sull’inquinamento di fiumi e falde sono preoccupanti e con la siccità le concentrazioni d’inquinanti aumentano, con tutto ciò che questo comporta per le acque potabili e per le colture. Chiedevamo dunque una più decisa sterzata a favore di un’agricoltura senza pesticidi e azioni decise per tutelare non solo le zone di captazione delle acque destinate a uso potabile ma anche le aree di ricarica delle falde idropotabili, dando finalmente attuazione alle norme di legge”.

 

“Continueremo a intervenire con proposte di merito, consapevoli che tanto le cause quanto gli effetti del riscaldamento globale devono essere affrontati con una seria programmazione complessiva, non inseguendo di anno in anno eventi eccezionali che in verità sono previsti e ricorrenti”.

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