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La Regione Toscana dovrà intervenire per allargare la platea delle esenzioni dal pagamento dell’imposta sul demanio idrico. Lo prevede una mozione di Sì approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. Il documento impegna la Giunta regionale a valutare “ulteriori esenzioni, in base alle peculiari condizioni dei contribuenti e alle situazioni oggettive di occupazione ed uso dei beni del demanio, anche per evitare inutili contenziosi tendenti a far dichiarare illegittimi gli accertamenti relativi a fattispecie particolari”.

Il testo della mozione si  concentra su quattro specifiche esenzioni: gli ex lavatoi, i ponticelli costruiti in epoca immemorabile, spazi che sono divenuti marciapiedi ad uso pubblico a seguito della tombatura dei fossi, passaggi che consentono l’accesso ad abitazioni, altrimenti isolate, dopo  la costruzione di fossi.  “La Giunta Regionale –affermano i consiglieri regionali di Sì, Tommaso Fattori e Paolo Sarti- potrebbe opportunamente valutare la possibilità di ulteriori specifiche esenzioni relativamente a casistiche ben determinate da concedersi in base alle peculiari condizioni dei contribuenti e verificate da un’apposita commissione interna agli uffici regionali”.

“Consideriamo l’approvazione di questa mozione un primo importante passo. Adesso lavoreremo per ridurre drasticamente o cancellare i canoni sugli sugli attraversamenti dei piccoli corsi d’acqua per far accedere -concludono Fattori e Sarti- agli orti chi è senza lavoro, e lo stesso per i giovani  che si affacciano all’agricoltura”.

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