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Destinare la totalità dell’utile di bilancio 2018 dell’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Toscana, una volta rispettato l’obbligo di accantonamento della percentuale del 20 per cento previsto per legge, alla stessa Azienda, per l’erogazione di servizi e l’offerta di residenze agli studenti. Questo l’impegno chiesto alla Giunta regionale nella mozione di Sì – Toscana a Sinistra approvata oggi dall’aula e firmata anche da consiglieri della maggioranza. L’utile di bilancio passa infatti, per legge, dall’Ardsu alla Regione Toscana, ma la giunta ha la facoltà di restituirlo nuovamente all’Azienda regionale.

Gli utili del bilancio 2018 dell’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio, circa due milioni di euro, dovranno essere restitutiti all’Ardsu e dunque reinvestiti nel potenziamento del diritto allo studio, fatto salvo l’accantonamento del 20% previsto dalla legge. L’Azienda potrà utilizzare questi due milioni per l’erogazione dei servizi agli studenti e per migliorare l’offerta di residenze universitarie”, ha affermato il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori, illustrando l’atto in aula.


“Lo ha chiesto l’Ardsu e lo chiedono gli stessi rappresentanti degli studenti di Firenze, Pisa e Siena” ha proseguito Fattori. “Il diritto allo studio è spesso considerato un diritto di serie B, mentre è nostro dovere istituzionale, come recita la Costituzione italiana, rimuovere gli ostacoli economici e sociali che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona. Ed è nostro dovere contribuire a far sì che coloro che sono privi di mezzi economici possano raggiungere i gradi più alti degli studi. E ciò significa, in concreto, finanziare il diritto allo studio più di quanto non venga fatto. A questo proposito, è grave la decisione del Governo nazionale di congelare i finanziamenti del Fondo Integrativo Statale per la concessione di borse di studio”.

 

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