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Gravissima la scelta del Comune di Pisa e del sindaco leghista Conti di lasciare la rete RE.A.DY contro le discriminazioni sessuali e di genere. Questa è una dichiarazione di guerra alla comunità LGBTI e all’educazione al rispetto delle differenze.” Commentano così Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, la decisione del Comune di Pisa di recedere dall’accordo tra Regione Toscana ed enti pubblici locali della Toscana che avevano aderito alla Rete RE.A.DY (Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni) e di restituire i 2.800 euro stanziati dalla Regione per ogni Comune aderente, per il programma di attività “Ready for visibility”. Questa rete ha la funzione di promuovere politiche di integrazione e inclusione sociale per le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali.

Questa scelta è un attacco frontale ai diritti delle persone LGBTI e al rispetto di tutti gli orientamenti sessuali. Una decisione grave, anche alla luce dell’aggressione omofoba ai danni di due ragazzi gay nel centro di Pisa lo scorso 4 ottobre,” continuano Fattori e Sarti.

Consideriamo inaccettabili le parole del comitato ‘Difendiamo i nostri figli’, i loro deliri sulla fantomatica ‘teoria gender’ e la propaganda ‘omosessualista’. Nel mondo civile, in cui esistono scuole e Università, l’educazione non è di competenza delle sole famiglie. La scuola e gli altri luoghi di socializzazione dovrebbero insegnare alle bambine e ai bambini il rispetto di tutte le persone, di tutti i tipi di amore e di tutte le differenti identità di genere, contrastando le discriminazioni con ogni mezzo. Esprimiamo quindi piena solidarietà e sostegno a tutta la comunità LGBTI e all’Arcigay Pisa Pinkriot”, concludono i consiglieri di Sì-Toscana a Sinistra

 

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