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La Regione Toscana dovrà riorganizzare il meccanismo di gestione, controllo ed erogazione dei fondi europei di sviluppo regionale (Fesr), aumentando il personale di Sviluppo Toscana Spa, a oggi incaricata del compito, oppure presentando quanto prima un piano di riorganizzazione che definisca un nuovo soggetto che svolga queste funzioni con efficacia. Nell’immediato la giunta regionale dovrà intraprendere tutte le misure necessarie affinché Sviluppo Toscana sia messa in grado di rispettare le prossime scadenze imposte dal POR-FESR 2014/2020, per evitare di perdere fondi europei, e dovrà fornire al Consiglio regionale il quadro dello stato attuale delle liquidazioni effettuate da Sviluppo Toscana sui diversi bandi attivi, insomma, chiarire quanti sono i soldi a oggi effettivamente liquidati alle imprese che ne hanno diritto.

“Significativo che il nostro atto sia stato approvato all’unanimità, nella speranza che non sia già troppo tardi e che l’indirizzo dell’assemblea legislativa sia immediatamente attuato dal governo regionale”, commenta Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra e presidente della Commissione per le politiche europee e gli affari internazionali del Consiglio regionale, dopo aver acceso i riflettori sulla questione da oltre un anno.

“Abbiamo ricevuto molti segnali che lasciano intendere che il sistema sia vicinissimo al collasso. Piccole e medie imprese registrano ritardi di quasi un anno nelle liquidazioni. In passato il meccanismo regionale di gestione funzionava decisamente meglio, ma inspiegabilmente lo si è voluto smontare gettando alle ortiche il lavoro e l’esperienza accumulata in precedenza, per ricominciare tutto da zero. Le funzioni sono infatti passate, nel 2014, dall’Agenzia regionale Artea a Sviluppo Toscana Spa, società a totale controllo regionale, senza aver però messo Sviluppo Toscana in condizione di lavorare con efficienza”.

“Le anomalie e i vizi strutturali sono numerosi, si va dall’assoluta insufficienza numerica del personale di Sviluppo Toscana rispetto ai nuovi compiti attribuiti, fino all’utilizzo abnorme di personale precario e all’esternalizzazione dei servizi in un settore in cui sarebbe invece fondamentale investire a lungo termine su professionalità ben preparate a svolgere compiti complessi e specifici, per non dire del ricorso a un software, il SIUF, del tutto inadeguato allo scopo, ma pagato una fortuna”.

“Così, se in passato la nostra Regione era fra le più virtuose nella ricerca e nell’utilizzo dei fondi europei destinati al sostegno delle imprese, avendo impiegato, fino al 2014, tutte le risorse a disposizione, ecco che adesso il quadro è allarmante. E’ una vera emergenza che rischia di danneggiare ulteriormente le PMI e di colpire al cuore la Regione stessa, che, se non sarà capace di certificare alla Commissione Europea un obiettivo di spesa sufficiente nei tempi previsti, vedrà decurtare da Bruxelles le risorse a disposizione per la Toscana. Il rischio di disimpegno dei fondi deve essere evitato in ogni modo” termina Fattori.

 

Qui scaricabile la nostra interrogazione

Qui la risposta della Giunta regionale

 

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