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Il bando per l’ex carcere San Domenico di San Gimignano è andato deserto: è un’ottima notizia, che impone all’amministrazione locale e alla Regione Toscana di ripensare il disegno di svendita e di privatizzazione di fatto, per i prossimi 70 anni, di questa bellissima struttura. L’ex carcere copre ben il 10% del centro storico della cittadina”. Lo affermano i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, che hanno presentato una mozione per chiedere alla Giunta di studiare possibili soluzioni che consentano una fruizione interamente pubblica dell’area, anche attraverso canali di finanziamento europeo, impedendo che sia indetto un quarto bando di gara. 

Le funzioni – continuano Fattori e Sarti – devono essere ridefinite a partire dal prossimo piano strutturale, e, per questo chiediamo che la Regione, titolare del 50% della proprietà, assuma un ruolo attivo. E’ anche necessario realizzare immediatamente piccoli interventi per stralci funzionali volti a recuperare spazi aperti al pubblico, così come richiesto dai cittadini che si sono attivati da anni su questa questione”.

Sono trascorsi sette anni dal passaggio definitivo del carcere dal Demanio al Comune e alla Regione, primo caso in Italia di federalismo demaniale culturale. Un’ottima opportunità per l’intera comunità che rischia di trasformarsi in un’operazione speculativa per pochi. E comunque con l’impegno a mettere, come pubblico, ben 37 milioni sui 59 complessivi. Ancora una volta gli investitori privati potrebbero fare fortuna grazie al meccanismo del project financing, lucroso per i privati e dannoso per le finanze pubbliche”. A San Gimignano -proseguono i consiglieri di Sì- serve un ripensamento della città nel suo insieme, fatto che non accade dal Piano Bottoni del 1957. Il San Domenico è una risorsa fondamentale per affrontare alcuni nodi cruciali quali spopolamento, specializzazione turistica, museificazione, relazione tra centro e territorio aperto. San Gimignano non può essere solo turismo.” Per oltre 20 anni cittadini e istituzioni avevano concordato e lottato affinché l’ex carcere non diventasse hotel, né luogo di fatto destinato ad utilizzi solo turistici, nella convinzione che fosse giusto che quell’area avesse finalmente un uso pubblico condiviso. E’ giunta l’ora – concludono Fattori e Sarti – di rendere questo spazio alla comunità di San Gimignano e dell’intera regione”. 

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