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La Regione Toscana aprirà un tavolo con la proprietà e con tutte le parti interessate alla reindustrializzazione della ex Syntech di Massa. Lo prevede una mozione presentata da Sì-Toscana a Sinistra e approvata oggi dal Consiglio regionale.  “Se davvero si riapre la possibilità di dare nuova vita produttiva alla ex Syntech di Massa, come parrebbe delle indiscrezioni che riguardano Baker and Hughs e General Electric, è necessario il massimo impegno di tutti per rendere questa possibilità concreta. I proprietari del capannone devono chiarire da che parte stanno, se quella della rendita o quella del lavoro”,  affermano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra.

Il sito, attualmente dismesso, può e deve essere reindustrializzato”, continuano Fattori e Sarti. “Che Baker and Hughes e General Electric siano intenzionate ad un investimento per la manutenzione delle turbine Avio è una notizia che giustamente ha riscaldato i cuori dei lavoratori, una ventina dei quali si sono detti disponibili a tornare operativi, dopo anni di lavori precari e discontinui in un’area della nostra regione che purtroppo offre poche occasioni di lavoro stabile e di qualità”.

C’è un protocollo del febbraio 2015 che parla chiaro ma che è rimasto chiuso in un cassetto. In questo documento, Regione, Comune di Massa e parti sociali prevedono clausole vincolanti per le future gestioni dell’area: la creazione di una cabina di regina formata da istituzioni e sindacato per la reindustrializzazione del capannone, l’impossibilità di lottizzare la struttura e l’obbligo per chiunque desideri acquistare lo stabilimento di assumere le ex maestranze Syntech. Le macchine e gli impianti all’interno del capannone non ci sono più, ma non si ripartirebbe da zero. Tra l’altro è in funzione il maxi impianto fotovoltaico sul tetto che genera centinaia di migliaia di euro di corrente elettrica all’anno, ma sotto quel tetto si deve poter tornare a lavorare”, contunuano Fattori e Sarti.

Massa, negli anni della crisi, ha pagato la chiusura di varie attività e il ridimensionamento, non ancora risolto, di importanti realtà produttive come la Rational e la Eaton. Riprendere la produzione all’interno della ex Syntech permetterebbe di dare finalmente una risposta alle speranze delle famiglie dei tanti lavoratori rimasti senza occupazione, dopo la chiusura della Syntech. Ciascuno faccia la propria parte”, concludono Fattori e Sarti.


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