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E’ stata approvata all’unanimità dall’aula del Consiglio regionale la mozione di Sì Toscana a Sinistra che chiede alla Giunta “di stringere accordi con gli Atenei per garantire facilitazioni agli studenti di tutte le Università toscane nell’utilizzo dei trasporti pubblici, non solo a chi è iscritto all’Università di Firenze, lavorando per includere negli accordi anche il trasporto ferroviario, oltre ai biglietti di bus e tram”, come ha spiegato in aula il capogruppo Tommaso Fattori, illustrando il contenuto della mozione.

Quest’atto segue all’Accordo del giugno scorso tra Regione Toscana, Comune di Firenze, Azienda Regionale per il Diritto allo Studio, Università di Firenze e One SCARL (la società che gestisce il così detto del contratto-ponte per il TPL in Toscana), finalizzato a offrire agli studenti universitari l’accesso a condizioni di favore ai servizi di TPL nell’area fiorentina. L’accordo prevede la predisposizione di una specifica convenzione che garantisca, in via sperimentale per un anno, la libera fruizione dei servizi di trasporto pubblico urbano per gli studenti iscritti dell’Università di Firenze, il cui costo sarà ripartito fra tutti gli iscritti (circa 48 euro annui).

“Questo primo accordo è meritorio, dato che l’accesso agevolato al trasporto pubblico locale è uno strumento che contribuisce a garantire l’effettività del diritto allo studio. Così com’è fondamentale favorire l’utilizzo dei mezzi pubblici, anche per i benefici ambientali e di riduzione dell’inquinamento che tutto ciò comporta. Ma occorre adesso lavorare per includere nelle agevolazioni la totalità degli studenti iscritti alle Università della nostra regione, coinvolgendo Pisa e Siena e obbligando anche Trenitalia a sedersi al tavolo, facendo la propria parte. Sono molti gli studenti che utilizzano il treno ogni giorno per raggiungere la propria Università”.

Oltre a chiedere “l’estensione dell’Accordo del giugno scorso al trasporto ferroviario”, prevedendo per gli studenti universitari fiorentini condizioni di accesso favorevole anche ai treni, e oltre “ad estendere la sperimentazione in atto con l’Ateneo fiorentino anche alle Università di Pisa e Siena”, comprendendo pure in questi casi l’accesso agevolato al sistema ferroviario regionale, la mozione di Sì Toscana a Sinistra approvata dall’aula chiede la possibilità di individuare una soluzione di emergenza per gli studenti di Pisa e Siena che sono rimasti esclusi dall’accordo. La mozione impegna quindi la Giunta a convocare “un apposito tavolo di confronto che coinvolga i due assessorati regionali competenti, i Comuni di Pisa e Siena, ARDSU, le Università di Pisa e Siena e One SCARL volto a individuare una soluzione temporanea per garantire nell’immediato una riduzione degli abbonamenti anche per gli studenti dei rispettivi atenei esclusi dall’Accordo di giugno”.

“Con il gestore unico regionale – spiega Fattori – vi è stato un adeguamento al rialzo delle tariffe su abbonamenti e biglietti. Gli studenti dell’Ateneo pisano, per esempio, avevano fino allo scorso anno un abbonamento con tariffa agevolata, frutto di una specifica convenzione fra ARDSU e la società di trasporto pubblico locale. Di punto in bianco il costo del loro abbonamento è aumentato del 64%. E’ irragionevole, e difficilmente giustificabile, una simile disparità di trattamento degli studenti universitari dei diversi atenei toscani”, termina Fattori.

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