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“Sono ancora fermi i finanziamenti previsti dal Fondo Sociale Europeo per l’occupazione, la formazione, l’educazione e la coesione sociale che per il periodo 2014-2020: ammontano a quasi 733 milioni di euro. Il trasferimento delle competenze sul tema del lavoro dalle Province alla Regione sta comportando ritardi che, se erano prevedibili nella fase iniziale, ora sono diventati inaccettabili”, affermano Fattori e Sarti, consiglieri regionali di Sì – Toscana a Sinistra.
“Dal 2014, a differenza di quanto accade in altre Regioni italiane come l’Emilia Romagna, in Toscana è uscito solamente un bando strategico rivolto alla sola formazione nel campo della moda, di cui peraltro ancora non si conosce il risultato. Un bando, quindi, che interessa solo alcune aree della toscana specializzate nel settore produttivo “moda”. Nel frattempo presso i Centri per l’Impiego arrivano costantemente persone in grave difficoltà, in particolare giovani tra i 18 e i 29 anni, i cosiddetti Neet, spesso senza qualifica o diploma; ultra quarantacinquenni disoccupati di lunga data; donne che rientrano dalla maternità, insomma, tutte persone a cui gli operatori, in queste condizioni, non sono messi in grado di dare risposte concrete.”
“Abbiamo presentato un’interrogazione urgente per chiedere alla Giunta i motivi di un ritardo così consistente e grave nell’emanazione dei bandi per la formazione professionale finanziati dal POR FSE regionale e per sapere quali siano i tempi previsti per la prossima offerta. Dobbiamo riorganizzare in fretta i Centri per l’Impiego e dare istruzioni chiare agli operatori. La Regione dovrà inoltre essere in grado di ereditare dalle Province quel ruolo di monitoraggio del territorio e di dialogo con gli imprenditori locali indispensabile per strutturare proposte adeguate per l’inserimento lavorativo di chi è senza occupazione.”
“Le politiche per la formazione e l’inserimento professionale della cittadinanza toscana rivestono un’importanza strategica fondamentale, ancora di più in un momento di crisi e di crescita della disoccupazione. Le aziende toscane sono chiamate ad affrontare sfide di innovazione tecnologica, ecologica e produttiva che passano anche dalla disponibilità di personale formato e qualificato, con competenze calibrate sulle reali necessità del tessuto economico”.

 

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