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“Il licenziamento da parte della Asl Toscana Centro di un dipendente del sistema sanitario regionale sospettato di aver rilasciato un’intervista televisiva sulla gestione dell’emergenza coronavirus nei nostri ospedali è un fatto gravissimo su cui la Giunta toscana non può restare indifferente”. Ad affermarlo è il candidato presidente della Regione per Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori, il quale chiede all’azienda sanitaria di ritirare immediatamente il provvedimento facendo reintegrare il lavoratore. “Usare il licenziamento come forma di vendetta per le critiche dei dipendenti è un ritorno all’Ottocento”, ha aggiunto Fattori. “Le critiche, soprattutto in una situazione di emergenza, sono fondamentali per migliorare un servizio. Invece pare che la principale preoccupazione dei dirigenti sanitari e dei vertici politici sia quella di tutelare l’immagine dell’azienda, quasi fossimo in un regime privatistico e la priorità sia quella di pubblicizzare un ‘brand’ sul mercato”. “Se il lavoratore intervistato dal Tg2 fosse o meno il delegato sindacala è persino una questione secondaria: va difeso il diritto di qualsiasi lavoratore dell’ASl Toscana Centro a rilasciare interviste con contenuti critici. Figuriamoci di un delegato sindacale”. “Saremo sempre dalla parte di quei pochi operatori sanitari disposti ad esporre le loro opinioni e a raccontare le loro esperienze anche a microfono acceso – ha concluso Fattori -, visto che questo sistema non solo è poco propenso a discutere ma è anche vendicativo e minaccioso. Gli ospedali, come le scuole, non sono aziende private, sono servizi pubblici pagati dai cittadini e la critica costruttiva da parte di chi lavora è una ricchezza, non una coltellata alle spalle”.

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