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La proroga al 2024 della concessione a Publiacqua SpA è l’ennesima beffa. Una cospicua parte delle nostre bollette, tra le più alte d’Italia, continuerà ad andare nelle casse di ACEA e nelle tasche di multinazionali come Suez e di palazzinari come Caltagirone”, afferma Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra in Consiglio regionale, che ha presentato una proposta di legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico in discussione in queste settimane al Palazzo del Pegaso.

Altro che ripubblicizzazione – afferma Tommaso Fattori, che recentemente ha presentato in un convegno pubblico in Regione la sua proposta di legge regionale per la ripubblicizzazione dell’acqua – il PD bara: da un parte assicura di voler cacciare i privati dalla gestione dell’acqua e dall’altra decide di prorogare le attuali concessioni in diversi territori tra cui adesso anche Firenze, Prato e Pistoia, allungando oltre ogni misura la permanenza del privato”. 

Dice Fattori: “siamo ora arrivati a quattro territori toscani che hanno deciso di prorogare le attuali concessioni alle Spa dell’acqua: Nuove Acque, ASA, Acque e adesso Publiacqua. Così pochi privati, fra cui il palazzinaro Caltagirone, le banche o la multinazionale Suez, fanno profitti gestendo un bene di tutti. Attraverso la privatizzazione si consegnata la gestione dell’acqua a Spa miste dove i privati hanno quote di partecipazione che sfiorano il 50% e nelle quali nominano l’amministratore delegato, tenendo così in mano anche la ‘governance’ della società”.

Da un lato si fa credere di avere l’intenzione di ripubblicizzare, e dall’altro si allungano ancora i tempi, concedendo ai soci privati di continuare ad arricchirsi gestendo un bene vitale fondamentale.”“La motivazione di Nardella suona davvero beffarda quando dice ai cittadini che grazie all’allungamento della concessione nei prossimi anni non aumenteranno le tariffe. Dopo la privatizzazione che ha portato le nostre tariffe ad essere le più care d’Italia, ora ci dicono che dovremmo gioire perchè rimarranno salatissime anche nei prossimi 6 anni. Voglio rammentare che dopo la ripubblicizzazione del servizio idrico la città di Parigi ha aumentato del 20% gli investimenti e abbassato le tariffe dell’8%. Ma purtroppo il ‘modello Parigi’ sembra essere ancora molto lontano”.

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