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Viareggio e Lucca sarebbero separate da 17 minuti di treno che però diventano due ore per un gran numero di pendolari, in particolare per chi viene dalla tratta della costa nord della Toscana e della Liguria e deve cambiare treno”, affermano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra. “Decine di pendolari – continuano Fattori e Sarti – segnalano che il treno delle 10.11 in partenza da Viareggio in direzione Lucca non aspetta più nessuno dei due treni in coincidenza provenienti dalla tratta nord della costa Toscana, come era avvenuto fino ad ora. Si tratta di un regionale in arrivo da Savona e di un Intercity che proviene da Milano e continua verso Livorno. Probabilmente questa forma di cortesia non è più riconosciuta per non far sballare gli standard statistici di puntualità regionali.”

“A pagare le conseguenze di questa situazione sono i pendolari che per studio o lavoro devono andare a Lucca e che partono dalla Versilia, dalla costa apuana o dalla vicina provincia di La Spezia, compresa Sarzana, ma anche i turisti: tutti costretti ad aspettare ben due ore, bloccati alla stazione di Viareggio, in attesa del treno successivo che passa a Lucca, e diretto a Firenze, e che parte soltanto alle 12.07. Non è tollerabile un’attesa del genere per una tratta da neppure 20 minuti: altro che lotta all’inquinamento, servizi al cittadino e sviluppo turistico. Lasciare un ‘buco’ di due ore fra Lucca e Viareggio, dalle 10 a mezzogiorno, è esattamente il contrario e contrasta anche con le regole di Ferrovie che prevedono che il treno debba attendere qualora non esista un’alternativa nel giro di un’ora.”

“Eppure – proseguono Fattori e Sarti – le soluzioni sono semplici: o garantire le coincidenze previste oppure inserire una semplice navetta, fra Lucca e Viareggio, nell’intervallo delle due ore di attesa, in modo da consentire ai pendolari di andare a lavoro e ai turisti di muoversi con più libertà. Purtroppo casi del genere non sono isolati neppure in Toscana – concludono i due consiglieri di Sì Toscana a Sinistra -, occorre investire maggiormente sul ferro e disincentivare il più possibile l’uso della macchina, senza che le persone debbano invecchiare viaggiando”.

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