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“Il sistema di gestione, controllo e pagamento dei fondi europei di sviluppo regionale (FESR) è vicino al collasso. Con grave danno per le piccole e medie imprese della regione, che registrano ritardi di quasi un anno nelle liquidazioni”, denuncia Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra e Presidente della Commissione per le Politiche Europee del Consiglio regionale. “L’analisi dei materiali e dei dati presentati dai funzionari competenti nella commissione che presiedo confermano i fortissimi ritardi nelle liquidazioni, se si escludono quelle su garanzie e prestiti”.

 

“Dietro questa incredibile vicenda c’è un mistero – prosegue Fattori – dato che in passato il meccanismo regionale di gestione funzionava decisamente meglio, ma inspiegabilmente lo si è voluto smontare, attraverso una riorganizzazione che si sta rivelando disastrosa e che ha gettato alle ortiche il lavoro e l’esperienza accumulata in precedenza, per ricominciare tutto da zero. Le funzioni sono, infatti, passate, nel 2014, dall’Agenzia regionale Artea a Sviluppo Toscana Spa, società a totale controllo regionale, senza aver però messo Sviluppo Toscana in condizione di lavorare con efficienza”.

 

“Le anomalie e i vizi strutturali sono numerosi, si va dall’assoluta insufficienza numerica del personale di Sviluppo Toscana rispetto ai nuovi compiti attribuiti, fino all’utilizzo abnorme di personale precario e all’esternalizzazione dei servizi, in un settore in cui sarebbe invece fondamentale investire a lungo termine su professionalità ben preparate a svolgere compiti complessi e specifici, per non dire del ricorso a un software, il SIUF, del tutto inadeguato allo scopo, ma pagato una fortuna”.

 

“Così, se in passato la nostra Regione era fra le più virtuose nella ricerca e nell’utilizzo dei fondi europei destinati al sostegno delle imprese, avendo impiegato, fino al 2014, tutte le risorse a disposizione, ecco che adesso il quadro è allarmante. A febbraio 2017 è scaduto il termine per la rendicontazione del primo stato avanzamento dei progetti di Ricerca e Sviluppo del bando 2014 relativi al POR FESR 2014-2020, ma a oggi non si è ancora proceduto alla liquidazione dei contributi alle aziende partecipanti. Questo enorme ritardo dovrà essere colmato nel corso dei prossimi mesi, ciò significa che Sviluppo Toscana dovrà garantire un obiettivo di spesa particolarmente impegnativo senza che, a oggi, sia però in condizione di poterlo fare”.

 

“Per questo, con la nostra mozione, chiediamo innanzitutto di sapere quale sia esattamente lo stato attuale delle liquidazioni effettuate da Sviluppo Toscana sui diversi bandi attivi e chiediamo che siano intraprese tutte le misure necessarie affinché Sviluppo Toscana sia messa in grado di rispettare le prossime scadenze imposte dal POR – FESR 2014/2020, sia nei confronti delle aziende beneficiarie, sia nei confronti dell’Unione Europea”.

 

“Chiediamo anche –aggiunge Fattori – che sia incrementata la dotazione organica di Sviluppo Toscana o che sia presentato al più presto un piano di riorganizzazione complessiva, che veda la definizione di un nuovo soggetto in grado di svolgere efficacemente le funzioni di gestione, controllo e pagamento dei fondi europei, prima che sia troppo tardi. Su questo nodo è stata già stata approvata una mozione di Sì Toscana a Sinistra in Consiglio, nel maggio scorso, ma la Giunta non si è mossa”. “Eppure si tratta di una vera e propria emergenza, che rischia di danneggiare ulteriormente le PMI e di colpire al cuore la Regione stessa, che se non sarà capace di certificare alla Commissione Europea un obiettivo di spesa sufficiente nei tempi previsti, vedrà decurtare da Bruxelles le risorse a disposizione per la Toscana. Il rischio di disimpegno dei fondi deve essere evitato in ogni modo”, termina Fattori.

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