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Funivia Doganaccia-Corno alle Scale. Fattori (Sì): “Pd chiude ad ogni approfondimento. Necessaria visione di lungo periodo per valorizzare le nostre montagne in epoca di cambiamenti climatici”.

 

Respinta oggi nella II Commissione del Consiglio Regionale della Toscana la mozione di Sì Toscana a Sinistra sul progetto di funiviaDoganaccia-Corno alle Scale, sulla montagna tosco-emiliano-romagnola, in cui si chiedevano alla Giunta regionale urgenti approfondimenti sul progetto e investimenti pubblici a favore della montagna.

Dispiace che il Pd non ritenga opportuno approfondire l’impatto e le ricadute paesaggistiche ed economiche che potrebbe avere la funivia Doganaccia-Corno alle Scale, valutando attentamente costi e benefici. Tutti i dati scientifici e le evidenze empiriche mostrano come il progetto rischi di essere controproducente per l’intera area montana sul versante toscano.  I fondi dovrebbero invece essere utilizzati a vantaggio degli abitanti del territorio, rilanciando forme di turismo ecosostenibili che valorizzino le peculiarità ambientali e culturali dell’Appennino e puntando sulla destagionalizzazione del turismo”, dichiara il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori.

Gli organi tecnici delle due Regioni interessate certificano temperature medie già aumentate di un grado dal 1961 e precipitazioni diminuite, negli ultimi dieci anni, di oltre 100 mm, con una costante diminuzione dei giorni nevosi e dell’altezza media del manto di neve in quota. Il cambiamento climatico in corso renderà sempre più difficile sviluppare l’innevamento artificiale delle piste da sci, sia per problemi di approvvigionamento idrico, sia per l’innalzamento medio delle temperature”.

Ho riportato in commissione le conclusioni della Società Meteorologica Subalpina – aggiunge Fattori – secondo la quale gli innevamenti programmati sono giustificabili solo oltre i 1800-2000 metri, dato che ormai, a quote inferiori, l’aumento delle temperature rischia di compromettere il funzionamento degli impianti anche in pieno inverno. Si tratta in ogni caso di soluzioni che comportano elevati dispendi energetici, con ulteriore incremento delle emissioni climalteranti”.

Inoltre la zona interessata dal futuro impianto, tra vento ed esposizione a sud proprio sul versante toscano, non è adatta a una frequentazione sciistica se non saltuaria. Quindi la nuova funivia – sottolinea Fattori – finirebbe per trasferire turisti e sciatori dalla Toscana all’Emilia, con nessun vantaggio e molti costi certi per il versante toscano, che dovrebbe realizzare una nuova viabilità e parcheggi a Cutigliano, oltre a vedere penalizzate le seggiovie dell’Abetone”.

Anche l’impatto ambientale e paesaggistico della funivia sarebbe notevole – continua Fattori – come hanno ben chiarito la stessa Soprintendenza e la Conferenza paesaggistica, con una ricaduta negativa sullo stesso turismo. Gli escursionisti sono sempre più attenti all’ecosostenibilità ambientale e alla ricerca di una natura se non incontaminata quantomeno non ferita e stravolta dall’uomo”.

È prioritario valorizzare l’Appennino toscano, con forti investimenti, ma lo dobbiamo fare avendo una visione di lungo periodo, consapevoli che la nostra montagna non potrà mai competere con i grandi comprensori sciistici delle Alpi. Dobbiamo puntare ad un turismo montano attento alle peculiarità locali e continuativo rispetto all’arco dei dodici mesi, non più stagionale. Un tipo di turismo connesso alla natura, ai percorsi storico-culturali e alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari delle nostre montagne, destinato ad affiancare, e in un prossimo futuro a superare, lo sport della neve, ormai ad alto rischio per le scarse precipitazioni nevose sotto i 2000 metri e per gli alti costi di gestione”, conclude Fattori.

 

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