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Approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale la mozione di Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì-Toscana a Sinistra che apre la strada al monitoraggio in continuo delle emissioni delle 36 centrali geotermoelettriche presenti in Toscana. La mozione è stata emendata dal consigliere Gazzetti del PD. La Giunta regionale viene impegnata a  “valutare, coinvolgendo CNR, Arpat e/o altri enti di ricerca indipendenti, la fattibilità tecnica d’installazione di analizzatori in continuo delle emissioni sulle attuali centrali flash, anche attraverso l’applicazione alle centrali del principio del bilancio di massa, al fine d’individuare un metodo che restituisca numeri verificati e/o verificabili per i parametri soggetti al rispetto di valore limite in modo continuo.” Inoltre la Giunta viene impegnata  “a valutare entro un anno, nelle more dei risultati di cui al punto precedente, l‘implementazione del sistema di monitoraggio in continuo della qualità dell’aria delle trentasei centrali geo-termoelettriche attualmente funzionanti in Toscana, anche mediante l’utilizzo di misuratori portatili, al fine di migliorare l’informazione e la diffusione dei dati emissivi ai cittadini ed alle istituzioni interessate”.

Il monitoraggio in continuo di ciò che viene emesso dalle torri delle centrali è cosa normale in qualunque impianto industriale similare, tuttavia finora Enel si è sempre opposta, accampando ragioni d’ impossibilità tecnica che paiono pretestuose. Presumibilmente preoccupa far sapere, con dati oggettivi, cosa esce da camini di centrali che adottano le vecchie tecnologie flash. Adesso saranno tecnici e ricercatori a verificare la fattibilità tecnica dell’installazione di analizzatori in continuo delle emissioni delle centrali amiatine”, dichiara il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori, che ha illustrato l’atto in aula.

Tra l’altro – ricorda Fattori – l’applicazione di sistemi di controllo delle emissioni delle sostanze inquinanti in continuo era già prevista, per le centrali già esistenti, da una delibera della giunta regionale del 2010 mai attuata e poi superata dalla recente legge regionale del 2019, che però limita il monitoraggio in continuo alle sole future centrali, graziando quelle esistenti. Aggiungo che anche l’utilizzo di analizzatori portatili è già stato sperimentato a Bagnore 4”, continua Fattori.

Ora non ci sono più scuse, si conducano gli approfondimenti tecnici necessari e poi la Regione pretenda che i dati delle emissioni delle centrali ENEL, soprattutto per quanto riguarda acido solfidrico, arsenico e mercurio e che prevedono la verifica della media oraria su base mensile, siano accessibili a tutti e siano appunto misurati in continuo. In qualunque altro settore industriale si hanno i dati al camino, è incomprensibile questa eccezione per le centrali Enel amiatine. Così come è ormai tempo di dire addio alla vecchia geotermia flash”, termina Fattori. 

 

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