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Voto contrario di Sì Toscana a Sinistra alle nuove disposizioni in materia di geotermia. Sono stati approvati alcuni emendamenti a prima firma Fattori e Sarti per «un monitoraggio in continuo, con possibilità di accesso in remoto da parte di Regione, Asl e Arpat, del funzionamento di tutti gli impianti con particolare riferimento alle emissioni in atmosfera». E’ stato anche introdotto un passaggio che specifica che “i fluidi geotermici estratti nei diversi campi di coltivazione e destinati alla produzione di energia elettrica non hanno una composizione chimica uniforme essendo questa legata alle caratteristiche geomorfologiche e geochimiche del sottosuolo interessato. In particolare i fluidi estratti dai campi geotermici del Monte Amiata contengono inquinanti, per quantità e qualità, che impongono cautele maggiori per il loro sfruttamento”, rilievo da cui discendono implicazioni anche relative al tipo di tecnologia più adatta e meno inquinante per l’aerea. Infine, con un successivo emendamento recepito, si stabilisce di «assumere, quale livello massimo da non superare, lo scenario attuale delle emissioni in atmosfera».

“Questa legge è prima di tutto un’occasione persa. Nelle sue parti sostanziali sembra scritta da Enel, più che dalla Giunta. Si fa addirittura riferimento, in un testo di legge che dovrebbe essere per sua natura generale, a tecnologie strettamente connesse agli impianti ‘flash’ di Enel. Insomma, non si coglie l’occasione per imporre alla multinazionale dell’energia la transizione verso impianti meno inquinanti e meno impattanti dal punto di vista paesaggistico. La nuova norma avrebbe potuto essere la via maestra per costringere finalmente Enel a convertire le centrali amiatine alle migliori tecnologie disponibili, con totale reiniezione dei fluidi geotermici e dei gas incondensabili, superando la situazione attuale che vede emissioni in atmosfera di varie sostanze inquinanti, solo in parte intercettate dai filtri. Il ciclo binario o persino le torri di raffreddamento a secco restano dunque un’utopia per l’Amiata”.

“Peraltro Enel incassa circa ottanta milioni di euro l’anno di contributi pubblici per le centrali in Toscana, anche se emettono più C02 di centrali di potenza equivalente alimentate da olio combustibile o gas naturale. Le centrali amiatine liberano sei volte l’anidride carbonica mediamente emessa dalle centrali geotermiche presenti in altre parti del pianeta. Per spingere Enel a fare investimenti nella direzione di una vera sostenibilità bisognerebbe quantomeno vincolare i contributi pubblici a precisi tetti di emissione, a livello nazionale. La cattura di un irrisorio 10% della C02, come ora previsto dalla norma, lascerà comunque alle centrali dell’Amiata il record di emissioni di gas climalteranti”, continuano Fattori e Sarti.

“E’ stata infine persa l’occasione per imporre l’installazione di analizzatori in continuo su ognuna delle 36 centrali geotermoelettriche toscane esistenti e su ognuna delle nuove che saranno autorizzate. Sarebbe stato necessario misurare così tutti gli inquinanti, compreso il particolato di origine secondaria, ossia le pm10 e le pm 2,5”. “Allo stesso tempo è scomparsa dalla legge la tabella pur presente nella delibera di giunta del 2010 che imponeva alle centrali già in funzione i valori limite di emissione per una serie d’inquinanti. Con alcuni nostri emendamenti abbiamo provato a reintrodurli, ma sono stati bocciati. La norma, su questo fronte, fa dunque un passo indietro di 10 anni”, concludono Fattori e Sarti.

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