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Passione e partecipazione politica e umana”, i sentimenti che hanno spinto il Consiglio regionale a conferire il Gonfalone d’argento alla memoria di Lorenzo Orsetti. Lo ha ricordato il consigliere regionale Tommaso Fattori, promotore dell’iniziativa, con una mozione approvata con voto unanime dall’Assemblea toscana. Nell’atto si riconosce l’impegno di Orsetti “per la giustizia, l’eguaglianza e la libertà, a fianco del popolo curdo che in questi anni è stato il principale argine al terrorismo e al fanatismo dell’Isis”.

“Prima di proporre questo riconoscimento e questa cerimonia, mi sono chiesto se ‘Orso’ ne sarebbe stato felice o meno e francamente non ho una risposta”, spiega oggi Fattori. “Ho pensato però che il Gonfalone alla memoria deve servire a noi, alla Toscana, alle sue istituzioni, alla comunità curda. Serve perché è fondamentale avere memoria per orientare le azioni, per illuminare il nesso che lega passato e presente, che lega i partigiani di allora a quelli di oggi e questo può farlo il Gonfalone d’argento con gli ideali che rappresenta”.

Il consigliere si sofferma poi sul ricordo del giovane: “Orsetti  è stato un vero e proprio partigiano del nostro tempo. Nei fatti e non a parole. Partigiano nel senso etimologico del termine, nel senso che ha preso parte. In un’epoca di chiusure egoistiche, di individualismo e di nuovi muri – afferma Fattori – ha deciso di dare la propria vita per gli altri, combattendo a fianco del popolo curdo, che non solo sta lottando contro l’Isis, ma sta costruendo una società multietnica, multi religiosa, femminista, ecologista che pone al centro giustizia sociale e ambientale in una delle aree più complesse del pianeta”.

Una società che “è l’opposto del progetto del Califfato, dell’Isis – continua il consigliere regionale – ma è anche l’opposto di qualisiasi progetto di società autoritaria, patriarcale, fondamentalista, razzista che anche l’Occidente ha partorito in passato e sta continuando a partorire nel presente. Questo il motivo per cui ho proposto il Gonfalone d’argento alla memoria di Orsetti”. Fattori ribadisce che “in questo modo l’intera comunità toscana abbraccia la famiglia e il popolo curdo”. “Per parte nostra – aggiunge – faremo di tutto per serbare non solo nella nostra memoria ma anche nelle nostre azioni il ricordo di Lorenzo ‘partigiano gentile’ che ha scelto di partire non per denaro – perché i partigiani non sono mercenari – ma per costruire un pezzo di altro mondo possibile”.

Alla cerimonia, presieduta dal presidente del Consiglio Giani, hanno partecipato i genitori di Lorenzo Orsetti, Alessandro e Annalisa, la sorella Chiara, la nonna Alda, la zia Cinzia, insieme ad amici di “Orso”. Presenti anche i consiglieri Paolo Sarti, che con Fattori aveva sottoscritto la mozione per il conferimento del Gonfalone d’argento alla memoria, e Serena Spinelli.

Commosso nel ricevere il riconoscimento del Consiglio regionale, il padre Alessandro ribadisce la sua visione: “Ognuno può riprendere a modo suo quello che dell’esperienza di Lorenzo gli è piaciuto e può metterlo in pratica. Ci sono molte battaglie che possono essere intraprese  oggigiorno, a casa nostra o nel mondo, battaglie ambientali, per i migranti, di giustizia sociale e democrazia. Sono tante le persone che lo hanno apprezzato”. Un velo di polemica traspare nelle sue parole, “aspetto ancora questa rivoluzione italiana che ancora non è partita”. Alessandro ricorda che è partita una campagna di crowfunding per poter raccogliere e pubblicare gli scritti di Lorenzo e che a settembre nascerà un’associazione dedita a mantenere vivo il ricordo del figlio. 

Quanto al Gonfalone, spiega il padre, “sono convinto che sia un bel riconoscimento per quello che Lorenzo ha fatto. Secondo me se l’è meritato. Ha donato la sua vita per questa causa – risponde con voce rotta dall’emozione alle domande dei giornalisti –. Spero che rimanga un esempio per il nostro cammino. Come dicono sempre i curdi i martiri tracciano la nostra via  e quando ci si chiede come continuare, la risposta è scegliendo da che parte stare e dedicando la propria vita a cause che riteniamo importanti e giuste.” 

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