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GOVERNO DELLA TOSCANA. SÌ CHIUDE: OPPOSIZIONE FINO A FINE LEGISLATURA
“FRA NOI E PD-MDP ABISSI. A TUTTI I LIVELLI POLITICHE DI DESTRA”.
 
(DIRE) Firenze, 7 nov. – “So bene che Rossi ha cambiato partito, ma non ha cambiato programma di governo. Noi siamo stati eletti sulla base di un programma alternativo a quello del Pd e ora di Mdp-Pd e resteremo all’opposizione fino alla fine della legislatura”. Lo spiega, alla ‘Dire’, il capogruppo in Regione di Sì- Toscana a sinistra, Tommaso Fattori, replicando all’offerta di un ingresso in Giunta formulata dal coordinatore regionale di Articolo Uno, Filippo Fossati. “Ci sono degli abissi programmatici- chiarisce-: il primo è la controriforma sanitaria, che adesso viene implementata, e che è stata fatta impedendo un referendum. Il secondo sono le cosiddette grandi opere inutili”. Fattori menziona, in merito, “la follia di un aeroporto a Firenze, invece, di puntare su Pisa- aggiunge-, che sarebbe l’unica cosa intelligente da fare in un sistema trasportistico pensato davvero in una dimensione regionale”  e “l’insistenza su un sottoattraversamento dell’Alta velocità, quando anche Fs dice che c’e una soluzione di superficie che costa molto meno e che è altrettanto efficiente
dal punto di vista trasportistico”.
   Il leader di Sì- Toscana a sinistra stigmatizza anche “l’insistenza su una prospettiva di incenerimento dei rifiuti, senza andare verso una differenziata spinta, senza la tariffa porta a porta, con la previsione di Case Passerini”. Un ulteriore motivo di divergenza si annida “nei soldi alle scuole private e alle scuole dell’infanzia private. Gli abissi restano tutti”. Una divisione che non puo essere ricomposta, a questo punto, con l’offerta di una poltrona in Giunta? “Ne di una, ne di cinque- ribatte Fattori-. Vorrei essere chiaro. Non sono i giochetti, le piccole alleanze o gli scambi di poltrona che fanno una politica con la ‘p’ maiuscola. Sono piuttosto i veri elementi di programma.  Ed e’ solo sugli elementi di programma che bisogna puntare lo sguardo”.
” Il Partito democratico, in buona sostanza, sia in Toscana che a livello nazionale sarebbe fuoriuscito dall’alveo dei progressisti. “In questi anni il Pd ha fatto politiche di destra a tutti i livelli- accusa-. Dove non era riuscito Berlusconi ad abolire l’articolo 18, ad innalzare la soglia del contante, ad aumentare le spese militari è arrivato il Partito democratico, fino a giungere in Toscana alla controriforma sanitaria, alle opere infrastrutturali inutili e dannose. Per non dire della ‘buona scuola’, dello ‘sblocca Italia’, delle trivellazioni, e l’elenco potrebbe continuare, purtroppo, a lungo”.
   Se, pertanto, fra gli stessi renziani in queste ore prevale il tentativo di aprire uno spiraglio a sinistra, Fattori si premura di escludere ogni ipotesi di avvicinamento. “È evidente che per me, oggi, la prospettiva e quella di lavorare seriamente a un quarto polo, come Podemos in Spagna, come Syriza in Grecia- fa sapere-, come sta accadendo nel resto d’Europa, anche in Italia serve un progetto che abbia un respiro europeo e si connetta a questa nuova onda”. Allo stato delle cose, fa sapere,  “non vedo qualcosa che possa fare pensare ad un cambio nel mondo di quello che un tempo si chiamava il centrosinistra. Non vedo un Jeremy Corbyn o un Bernie Sanders all’orizzonte- evidenzia-. Non vedo nessun cambio di prospettiva e di programma. E siccome è sulle scelte politiche concrete che bisogna ragionare, l’abisso resta tale e quale”.

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