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Tutta la vicenda si gioca attorno alla questione della dimensione dei forni di Scarlino, che devono consentire che i fumi prodotti dall’incenerimento possano raggiungere la temperatura di almeno 850 gradi per almeno due secondi. La legge stabilisce infatti che “gli impianti di incenerimento devono essere progettati, costruiti, equipaggiati e gestiti in modo tale che, dopo l’ultima immissione di aria di combustione, i gas prodotti dal processo di incenerimento siano portati, in modo controllato ed omogeneo, anche nelle condizioni più sfavorevoli, ad una temperatura di almeno 850° C per almeno due secondi”.

Una condizione necessaria per ridurre l’emissione di diossine di altre sostanze inquinanti, nocive per la salute e per l’ambiente. Ma i forni non hanno queste caratteristiche, come dimostrato dalle ‘osservazioni’ al procedimento autorizzativo di VIA/AIA presentate dal Forum Ambientalista di Grosseto e dalla relazione tecnica firmata dal più autorevole ente pubblico italiano di ricerca scientifica sul funzionamento dei forni: l’Istituto di Ricerca sulla Combustione del CNR di Napoli. I cittadini di Follonica, preoccupati per i dati sanitari che evidenziano nei residenti patologie fuori norma e per gli scarichi fuori limite delle micidiali diossine emesse dall’inceneritore di Scarlino che si sono registrati negli anni passati (sia nelle emissioni al camino che nei sedimenti del canale Solmine), avevano infatti richiesto al CNR di produrre questa relazione tecnica. Una relazione che ha valutato le sezioni quotate dei forni, mai presentate da Scarlino Energia alla Regione in sede di autorizzazione all’esercizio dell’impianto, svelando l’inghippo: la società che gestisce l’inceneritore aveva calcolato i due secondi previsti dalla legge ipotizzando che i fumi escano dalla sommità della zona di post-combustione, dopo 5,3 metri dall’ultima immissione di aria di combustione. Invece è stato accertato che i fumi escono dalla parete laterale dopo circa 2 metri e dunque il CNR conferma il mancato rispetto delle norme, con conseguenti emissioni di pericolosi inquinanti. Di qui l’interrogazione presentata da Sì- Toscana a Sinistra e la risposta scritta degli uffici regionali e dell’assessora Fratoni.

Commenta Tommaso Fattori, capogruppo di Sì-Toscana a Sinistra: “Sull’inceneritore di Scarlino la Regione è costretta a cambiare rotta, e questa è finalmente una buona notizia, al termine di una vicenda francamente surreale: TAR e Consiglio di Stato hanno annullato nel corso degli anni ben 4 autorizzazioni all’esercizio dell’inceneritore. Basta insistere, occorre chiudere per sempre l’inceneritore e riconvertire l’impianto”.

“Fino ad oggi – continua Fattori – gli uffici tecnici della Regione e la giunta si sono limitati a dire che la questione della dimensione reale dei forni era stata affrontata già nel procedimento VIA/AIA del 2015, dove era stato concluso che la normativa è rispettata e che tutto va bene. Insomma, secondo loro non c’era da tornarci su. Peccato che nel 2015 Scarlino Energia non avesse prodotto la documentazione utile per valutare se i forni avessero o meno la capacità richiesta dalla legge. I documenti utili per capire come stanno davvero le cose, ossia quelli che contengono le sezioni quotate dei forni, sono stati forniti da Scarlino Energia solo nel 2017, e non per buona volontà ma perché costretti a farlo dalla magistratura. A questo punto chiunque può constatare che i forni non hanno le caratteristiche richieste dalla legge, come ha già autorevolmente fatto l’istituto specializzato del CNR.”

“Per questo – spiega Fattori – gli uffici regionali e l’assessora Fratoni, nel rispondere per iscritto alla nostra interrogazione, sono costretti a dire, nero su bianco, che nel procedimento VIA/AIA in corso dovranno essere valutate le sezioni quotate dei forni. In altre parole, non ci si limita più ad affermare che le valutazioni conclusive sono già state fatte nel 2015, e si conferma che i nuovi documenti non possono essere ignorati.” “Al Forum Ambientalista di Grosseto, al PRC, ai comitati, cioè a tutti coloro che già nel 2015 e per la seconda volta adesso hanno presentato osservazioni sul mancato rispetto delle norme a proposito delle reali dimensioni dei forni, fino a ieri era stato detto, in sostanza: niente da aggiungere, vi abbiamo già risposto nel 2015.” “Ora la Regione fa marcia indietro e assicura che alle osservazioni verrà data puntuale risposta”.

Le parole del capogruppo Fattori trovano puntuale riscontro nel testo della risposta scritta all’interrogazione presentata da Sì- Toscana a Sinistra in Consiglio regionale, dove si afferma testualmente che “le valutazioni sulle sezioni quotate dei forni e, più in generale, sul loro dimensionamento, saranno oggetto di valutazione in sede di procedimento VIA/AIA attualmente in corso. Alle osservazioni presentate su tale tematica si darà formale risposta a conclusione del procedimento”. Un impegno che viene ribadito una seconda volta: “Alle osservazioni presentate dai cittadini nell’ambito del procedimento, verrà data puntuale risposta, ai sensi di legge, in maniera circostanziata.”

Conclude Fattori: “Aspettiamo adesso queste puntuali risposte e confidiamo che le verifiche siano finalmente fatte sulle sezioni quotate dei forni e non sui documenti generici precedentemente forniti da Scarlino Energia, ma ci aspettiamo anche che siano compiuti quanto prima accertamenti sul posto. Lo esigono la tutela della salute degli abitanti di Follonica e la salvaguardia di un ambiente già sufficientemente martoriato”.

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