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La Regione Toscana si attivi con Arpat, in accordo col Comune di Barga, perché sia installata una centralina fissa a Fornaci di Barga che garantisca il monitoraggio continuo della qualità dell’aria. E’ quanto chiede Sì-Toscana a Sinistra in una mozione presentata in Consiglio regionale. 

“La richiesta è ovviamente connessa alla forte preoccupazione per il progetto di pirogassificatore che KME intenderebbe realizzare a Barga malgrado la contrarietà generalizzata della popolazione, dell’amministrazione locale, del Consiglio regionale. Per quanto ci riguarda, KME dovrà passare sul nostro corpo, come si suol dire. Serve progettare una vera economia circolare, non moltiplicare le fonti di inquinamento in un territorio già provato e in una valle caratterizzata da fenomeni di inversione termica”, spiega il capogruppo di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori. “Peraltro una centralina fissa manca nel Comune di Barga dal 1998 e spiace dover insistere di fronte all’inerzia della Giunta regionale, che non ha dato seguito agli indirizzi contenuti nelle due mozioni di Sì Toscana a Sinistra approvate in Consiglio il 4 luglio 2018 e il 30 gennaio 2019, che impegnavano il governo regionale, tra l’altro, a garantire il monitoraggio costante della qualità dell’aria”. 

“Ci auguriamo – aggiunge Fattori- che le nostre richieste, che poi sono le legittime richieste della popolazione locale, trovino un riscontro. Nessuno può più ignorare quanto è scritto a chiare lettere persino nel nuovo Piano Sociale Sanitario Integrato Regionale e cioè che autorevoli revisioni sulle evidenze relative agli impatti sulla salute da inquinamento atmosferico hanno evidenziato rischi per la salute umana, compresi effetti di tipo oncogeno, per livelli di PM2,5 e PM10 inferiori a quelli degli standard attuali di qualità dell’aria, tanto che l’OMS ne ha raccomandati altri largamente inferiori. Nel 2016 la IARC ha classificato l’inquinamento atmosferico esterno come ‘cancerogeno certo per l’uomo’ per il tumore al polmone. Il nuovo piano sanitario ne conclude che i livelli per il PM2,5 e il PM10 raccomandati dall’OMS debbano essere perseguiti ovunque, cioè sia nelle aree regionali che non presentano sforamenti sia in quelle che presentano sforamenti degli standard attuali”, sottolinea Fattori.

“A Fornaci di Barga Arpat ha realizzato una campagna rilevamento della qualità dell’aria,  con mezzo mobile, per vari mesi del 2018. In quella campagna era emerso, ad esempio, che il valore medio di PM10 è stato di 29  μg/m3, quindi inferiore al limite di legge di 40  μg/m3, ma superiore al valore guida fissato dall’OMS, pari a 20  μg/m3.  E i valori di PM10 registrati a Fornaci risultavano molto superiori a quelli di altre centraline della zona collinare e montana. Riguardo alle misurazioni del PM2.5,  il valore medio rilevato nel periodo è stato di 24 μg/m3, in sostanza pari al valore di limite di legge di 25  μg/m3  ma più del doppio rispetto al  valore guida fissato dall’OMS. Confrontando i valori con quelli rilevati dalla stazione di Capannori, si ha una  sostanziale equivalenza  nel valore medio rilevato, ma i valori di Fornaci risultano superiori  22 giorni su 76. Tenendo conto che la zona di Capannori è caratterizzata dalla presenza dell’autostrada, da un forte traffico pesante e da molteplici insediamenti industriali, questo dato indicherebbe come la qualità dell’aria di Fornaci sia più assimilabile a quella di un’area industriale che di un’area montana, come ha più volte sottolineato il movimento ‘La libellula’, che riunisce una gran parte delle persone della zona e che conduce un’ importantissima e documentata battaglia contro il progetto di pirogassificatore e in difesa della salute e dell’ambiente”.

In conclusione, sottolinea Fattori, “l’installazione di una centralina fissa nel Comune di Barga non è più rinviabile”. 

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