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“Se entro le vacanze di Natale i genitori non avranno avuto la garanzia che per la riapertura delle scuole la situazione sarà risolta, sono pronti a ritirare i figli dall’Isis Lotti di Massa Marittima”. Lo fanno sapere i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, che seguono la vicenda dei trenta studenti costretti, da tre anni, ad un tour infernale per poter raggiungere la scuola, in mancanza di collegamenti di trasporto pubblico locale.
“Abbiamo presentato una mozione che abbiamo chiesto che venga discussa quanto prima -aggiungono Fattori e Sarti- ma comprendiamo l’impazienza delle famiglie. Quasi tutti i soggetti interessati si sono mostrati disponibili a trovare una soluzione, compreso il presidente di Tiemme, Massimiliano Dindalini. Anche la preside dell’Isis si sta spendendo molto in questa direzione. I genitori sono contrari a ripercorrere l’esperienza, oltre tutto rischiosa alla luce di quanto già accaduto, del ricorso ad una compagnia privata, e vogliono ora incontrare l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli. Anche se l’assessore afferma che gli enti locali chiamati a  intervenire direttamente sono le province, le famiglie sono convinte che se la Regione decide di prendersi a cuore la questione, una soluzione arriverà più celermente”.
I trenta studenti provengono da Cecina, San Vincenzo, Suvereto, Campiglia, Riotorto e Monterotondo e hanno scelto Massa Marittima per gli indirizzi geotecnico e chimico, che si trovano solo al Lotti. Le richieste si protraggono inutilmente da tre anni. L’anno scorso si erano organizzati con una compagnia privata, poi costretta a ritirare i suoi mezzi dalla circolazione per problemi di regolarità. “E’ impensabile che per collegarsi con Massa Marittima le famiglie debbano autoorganizzarsi pagando una compagnia privata. Da quando è saltato il servizio bus pagato dai genitori, gli studenti sono tornati a dover percorrere due ore di viaggio tra pullman e treno, per poter godere di un diritto fondamentale, ossia il diritto allo studio, da cui dipende anche il futuro lavorativo di questi ragazzi”, concludono Fattori e Sarti.

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