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195 mila euro in tre anni per una rete di associazioni private il cui scopo principale è colpevolizzare la donna che intenda abortire e il cui core-business è l’affido di minori, rappresentano uno schiaffo al sistema sanitario pubblico e un ennesimo preoccupante caso di commistione tra pubblico e privato”. Così i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Paolo Sarti e Tommaso Fattori, commentano la risposta, ritenuta insoddisfacente, dell’assessore Stefania Saccardi alla loro interrogazione sui finanziamenti al Forum Toscano delle Associazioni per i Diritti della Famiglia, il cui scopo non è aiutare la donna a decidere cosa fare, ma a spingerla a non ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza. 

 

Metaforicamente la Regione Toscana si sta mettendo in casa, a proprie spese, il ministro Fontana. E’ incredibile che siano erogati 65 mila euro l’anno ad un Forum il cui fine esplicito è, come si legge nel suo statuto, ‘la promozione e la salvaguardia dei valori della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio in conformità al dettato costituzionale’. Tutto ciò oltretutto è in contraddizione con il lodevole percorso avviato in Consiglio regionale a seguito delle nostre mozioni approvate per dare piena attuazione della legge 194. Le proposte del tavolo di lavoro che abbiamo costituito sono state in parte recepite dalla Giunta, che però stenta ad attuare in modo pieno il percorso dell’interruzione di gravidanza e anzi inserisce ‘corpi estranei’ nel servizio consultoriale, corpi che oggettivamente contrastano con la legge 194, portatori di un’ ideologia religiosa che stride con la necessaria laicità del servizio pubblico”.

 

Una madre in difficoltà, magari perché sola, o una donna che abbia deciso di abortire – proseguono i consiglieri di Sì – ha bisogno di tutto il sostegno e la consulenza disinteressata che solo il servizio pubblico può offrire. E questo tipo di aiuto può essere garantito da strutture e personale che non siano neanche sospettabili di un qualche conflitto di interesse. Non è concepibile che il responsabile di un consultorio Usl abbia di fatto l’incarico di indirizzare quella donna a professionisti privati del Forum Toscano, come stabilisce l’accordo appena rinnovato per tre anni. Addirittura, secondo l’accordo, i consultori della Usl Nord-Ovest dovrebbero indirizzare ‘una coppia in difficoltà durante e dopo la gravidanza’ ad uno specifico studio legale di Massa, specializzato nel diritto di famiglia: altro che volontariato! Continueremo ad opporci – concludono Sarti e Fattori – finché queste risorse non saranno revocate e destinate a favore di iniziative davvero meritevoli di finanziamenti pubblici”.

 

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