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Lorenzo ‘Orso’ Orsetti è tornato a casa, anche se la sua casa era il mondo intero”. Così il capogruppo di Sì-Toscana a Sinistra, ricorda l’antifascista fiorentino, ucciso, a 33 anni, dall’Isis mentre combatteva in Siria con le milizie curde. “Lorenzo -aggiunge Fattori- aveva scelto di non avere una casa, di non avere una ‘patria’. La sua famiglia e i suoi amici, certo, erano qui ma la sua patria era il mondo intero, per utilizzare le parole di una bella canzone che avrà cantato chissà quante volte. Per questo si era unito ai partigiani curdi e per questo, se fosse tornato vivo, un giorno sarebbe probabilmente ripartito”.


La mamma di Orso a San Miniato ha letto questa poesia di Trilussa. L’ha letta per il figlio, ora sepolto accanto ad altri cinque partigiani. 

Mentre, una notte, se n’annava a spasso,
la vecchia Tartaruga fece er passo
più lungo de la gamba e cascò giù
co’ la casa vortata sottinsù.
Un Rospo je strillò: – Scema che sei!
Queste so’ scappatelle
che costano la pelle… –
Lo so: – rispose lei –
ma, prima de morì, vedo le stelle”

L’ha letta per Orso che nel suo testamento ha scritto “sono morto facendo quello che ritenevo più giusto, difendendo i più deboli e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, uguaglianza e libertà”. “Sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra”.

 

Familiari e amici hanno avviato una campagna di crowdfunding in memoria di Lorenzo e invito chi può e chi vuole a fare una donazione, anche piccola: https://bit.ly/2WQ8Y9d
E invito a partecipare alle iniziative organizzate domenica 23 e lunedì 24 per dare l’ultimo addio a Orso: https://bit.ly/2Nc0zse

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