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“La manovra regionale è una manovra al buio, poiché il governo nazionale, per la prima volta nella storia della Repubblica, non ha ancora definito la legge di bilancio, e siamo già al 19 dicembre”, con queste parole Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra esordisce in aula, intervenendo sulla manovra finanziaria della Regione Toscana.

“Ma una cosa è certa, in Toscana manca il coraggio di cambiare rotta. E la Regione si sta incagliando su due grandi iceberg”, prosegue Fattori nel suo intervento.

“Il primo iceberg è una riforma sanitaria sbagliata, che ha accentrato la governance senza produrre risparmi e senza razionalizzare il sistema. Lo dimostrano le lunghe liste d’attesa, i ticket altissimi e l’impoverimento dei servizi, a tutto vantaggio della sanità privata. Noi abbiamo proposto di cambiare rotta rafforzando i servizi territoriali, presentando una proposta di legge sulle Case della salute, così come abbiamo chiesto l’eliminazione dei ticket”, prosegue Fattori.  “La nostra proposta di abolire il così detto ticket sul CD, ossia il contributo sulla digitalizzazione dei referti, e di eliminare i superticket su farmaci e prestazioni specialistiche per chi abbia un reddito inferiore a 100 mila euro, è stata approvata dal Consiglio all’unanimità, ormai molti mesi fa. Siamo quindi felici che oggi il presidente Rossi confermi di voler attuare questo indirizzo del Consiglio, ma è un fatto certo che nella manovra regionale non ve n’è alcuna traccia”, aggiunge Fattori.

“Il secondo Iceberg su cui s’incaglia la manovra regionale è una politica infrastrutturale vecchia e rivolta al passato, ancora centrata sulla mobilità su gomma. Valanghe di soldi sono destinate alla costruzione di mega tangenziali, come quelle di Lucca e di Pisa, che moltiplicheranno il traffico, non lo ridurranno. Per non dire della progettazione dell’‘asse di penetrazione’ di Viareggio, un’altra lingua di cemento che stavolta spaccherà il Parco di San Rossore, per connettere il porto con l’Aurelia. Viviamo il paradosso di essere una penisola incapace di spostare le merci via mare – le così dette ‘autostrade del mare’ – una soluzione che ridurrebbe molto gli impatti ambientali e farebbe risparmiare soldi e tempo”.

“Insomma, cambiare rotta significa puntare sul trasporto merci via mare e sulla cura del ferro, ossia la ferrovia, le metropolitane di superficie o le tranvie. Questo è il futuro, il resto è passato e questa manovra guarda ancora al passato”, conclude Fattori, annunciando il voto contrario del gruppo Sì Toscana a Sinistra.

 

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