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Mentre i riflettori sono puntati sulla questione dello spaccio e della sicurezza notturna che ha portato il questore a chiudere i locali McDonald’s di fronte alla stazione di Santa Maria Novella, noi vogliamo portare l’attenzione su una vicenda di cui è responsabile la stessa McDonald’s e che riguarda la dignità e la sicurezza dei lavoratori, che chiediamo siano assunti con tutte le garanzie previste dalla legge. L’appalto alla ditta o alla cooperativa di turno non può essere una scusante per le grandi catene come McDonald’s, tenute comunque a verificare quello che succede nei loro punti vendita”. Lo affermano i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti.

L’Ispettorato del Lavoro, attivato da uno dei lavori delle pulizie – continuano Fattori e Sarti – ha effettivamente accertato che la ditta Angel Service Adriatica, che fornisce mano d’opera ai due locali Mc Donald’s della stazione e da cui il lavoratore dipendeva, non aveva mai regolarizzato la sua posizione dal 31 marzo 2018 al 18 giugno 2018.  Quanti altri casi simili esistono all’interno del McDonald’s? E’ lecito chiederselo, perché questa vicenda conferma le denunce da noi illustrate alla stampa a più riprese”, ricordano i consiglieri. 

Basti pensare ai 15 lavoratori, per lo più di nazionalità filippina, peruviana e senegalese che avevano denunciato di non aver mai ricevuto lo stipendio né la busta paga nei tre mesi in cui erano stati impiegati per le pulizie nei locali di Mc Donald’s della stazione. I 15 addetti erano stati assunti con contratto subordinato a tempo determinato sempre dalla società cooperativa Angel Service Adriatica. Contrattualmente erano peraltro inquadrati come facchini, anche se in realtà facevano le pulizie. Se dello spaccio si devono occupare le forze dell’ordine e non certo McDonald’s, dei diritti di quanti sono sfruttati all’interno di queste catene si devono invece occupare anche le Istituzioni, che non possono chiudere gli occhi davanti allo sgretolamento del diritto del lavoro. Questa sì che è una questione che riguarda McDonald’s e di cui deve rispondere la proprietà”, concludono Fattori e Sarti. 

 

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