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La proposta di legge regionale sui diritti dei migranti e il ricorso alla Corte Costituzionale contro il Decreto Salvini sono misure assolutamente condivisibili, il minimo per arginare l’ondata xenofoba e limitare i danni di questo governo irresponsabile. E’ impressionante la velocità con cui il M5S si è accodato alla Lega anche su questo”. Lo affermano i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti.

Non c’è ovviamente alcun rischio che la Toscana diventi un gigantesco centro di accoglienza come dice la Lega, semmai c’è chi vorrebbe trasformarla in un’unica grande Lodi”, continuano i consiglieri.

Il rinvio della votazione della proposta di legge Rossi, in Commissione sanità, non è dovuto ad un cavillo burocratico, né rappresenta uno stop per motivi tattici. Dato che si tratta di una norma complessa, è giusto che sia affrontata ascoltando i sindaci, così come occorre il parere dell’ufficio legislativo, come prevede il regolamento consiliare”, aggiungono Fattori e Sarti. Le argomentazioni sollevate dalle destre e dal M5S contro la pdl e contro il ricorso – continuano Fattori e Sarti – sono lontanissime dalla realtà. Da un paio d’anni non ci sono quasi più arrivi e sbarchi, è dunque il momento di pensare a come favorire l’inserimento socio-lavorativo di chi è già sul territorio da tempo, un inserimento peraltro utile a tutta la comunità. Il decreto di Salvini aumenta invece la marginalità sociale e genera le condizioni ideali per cui la piccola o la grande criminalità possano sfruttare il malessere e i bisogni di persone marginalizzate. Il Governo nazionale butta i migranti in strada, li fa diventare dei fantasmi e poi cerca di presentarsi all’elettorato come la soluzione agli stessi problemi che ha creato”.

Il decreto Salvini è stato fatto evocando un’urgenza che non esiste. Ora l’urgenza e l’emergenza invece ci sono per davvero, e sono quelle in cui si trovano i Comuni a seguito dello stesso decreto Salvini. Quanto al ricorso, ci auguriamo che anche altre Regioni seguano la Toscana. Il decreto deve essere bloccato in nome dei principi costituzionali. Nella speranza di tutelare così, dal punto di vista giuridico, anche i volontari che rischiano ora di essere perseguiti penalmente con l’assurda accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”, concludono Fattori e Sarti.

 

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