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Secondo Tommaso Fattori, capogruppo in consiglio regionale di Sì Toscana a Sinistra, da molti anni fautore della soluzione della nazionalizzazione di Monte dei Paschi di Siena “l’intervento dello Stato nel capitale MPS è ormai alle porte ma è irresponsabilmente tardivo. Il governo sta per chiedere 20 miliardi ai cittadini italiani per garantire la liquidità e le ricapitalizzazioni pubbliche delle banche in crisi, in primis MPS, e ci sta chiedendo di farlo al buio”.

 

“Intanto possiamo dire che è stata una bella gara quella fra banchieri e supermanager incompetenti o farabutti da una parte e un ceto politico incapace dall’altra, Renzi e Padoan in testa. L’inerzia, l’incapacità e i colpevoli ritardi del governo Renzi ci costeranno adesso miliardi di euro e un bel po’ di debito pubblico in più, circa un punto e mezzo. Il che è paradossale visto che ci hanno ossessionato per un anno con una campagna referendaria populista che esaltava presunti risparmi di qualche milione di euro l’anno ottenibili con la riforma costituzionale. E intanto per il reddito minimo, il lavoro o il welfare non si trovano mai i soldi”.

 

“Nazionalizzare è giusto, inevitabile, ma si sarebbe dovuto farlo al momento opportuno anziché continuare a procrastinare la decisione, vendendo il fumo d’irrealistiche soluzioni di mercato e facendo bruciare miliardi di capitalizzazione al sistema bancario italiano. Lo stiamo ripetendo da anni e Renzi non ha avuto il coraggio di prendere la decisione neppure la scorsa estate, quando era evidente a tutti che non c’era altra strada possibile e il tempo era scaduto, ma il presidente del consiglio ha cercato irresponsabilmente di spostare la decisione al dopo referendum, solo per cercare di vincere. I soliti azzardi cui ci aveva abituati Renzi, fatti sulla pelle dei cittadini e dei lavoratori. Dato che ora il salvataggio pubblico di MPS ci costerà una valanga di soldi in più di quanto sarebbe costato se operato per tempo, spero che tutti siano consapevoli che il conto va chiesto a Renzi e Padoan.”.

 

“Siamo da sempre favorevoli alla nazionalizzazione di MPS e degli istituti in crisi, con l’obiettivo di salvaguardare il risparmio e l’occupazione, a condizione che siano esemplarmente sanzionati gli amministratori e i manager responsabili del disastro. L’attività delle banche salvate deve poi essere indirizzata verso il credito a famiglie e imprese e verso il sostegno a settori strategicamente importanti, perdendo ogni dimensione speculativa. Preoccupa invece il fatto che Padoan chieda oggi 20 miliardi al buio, senza aver chiarito contorni e condizioni dell’operazione”.

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