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NUOVA LEGGE SULLA CASA, FATTORI, GRASSI, SARTI, VERDI E ALBERICI: “BASTERÀ LA CONDANNA DI UN MEMBRO PER ESCLUDERE UN’INTERA FAMIGLIA. LA RESPONSABILITÀ PENALE È PERSONALE E NON POSSONO PAGARNE LE CONSEGUENZE GLI ALTRI. NORMA CON SERI DUBBI DI LEGITTIMITÀ. LA REGIONE MODIFICHI L’ARTICOLO”.

 

“Siamo esterrefatti che la già contestata norma che introduce come requisito l’assenza di condanne, anche se già scontate, per ottenere l’assegnazione di una casa popolare con la nuova legge venga non solo inserita ex novo, ma che il requisito dell’assenza di condanne sia esteso persino a tutto il nucleo familiare”. Lo affermano i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, e i consiglieri comunali, Tommaso Grassi, Donella Verdi e Adriana Alberici di Firenze riparte a Sinistra. “Già -proseguono- non condividevamo l’impostazione secondo cui, qualunque fosse la colpa, la Regione si sostituisse al potere giudiziario sentenziando una pena aggiuntiva che consiste nell’esclusione dall’assegnazione di una casa popolare, ma adesso, con l’estensione del requisito a qualunque membro del nucleo familiare, si viola anche il principio costituzionale secondo cui la responsabilità penale è personale.” In base alla legge regionale recentemente approvata -continuano i consiglieri- basterà una condanna ad un solo membro del nucleo familiare per escludere tutta la famiglia dal bando per gli alloggi popolari. La responsabilità penale è personale e non può certo ricadere su altre persone e sugli altri membri della famiglia. Le conseguenze della norma saranno devastanti: interi nuclei che aspettano da anni l’assegnazione verranno esclusi immediatamente dalle graduatorie dei Comuni. Pensiamo che sia indispensabile, oltre ai dubbi di legittimità, che l’articolo venga cassato o quantomeno modificato”.

“Non è solo questo l’aspetto su cui torniamo a chiedere una veloce correzione. Se la residenza necessaria per accedere alla graduatoria non sarà più continuativa, deve essere introdotta una norma transitoria per quei nuclei che sono stati esclusi nell’ultimo bando, per esempio di Firenze, perché privi della continuità anagrafica ma comunque presenti da almeno 5 anni. A questi verrebbe altrimenti interrotta la continuità della domanda di casa popolare e sottratti punti importanti per la storicità della domanda, che invece potrebbero esser loro utili per l’assegnazione”.

 E’ clamoroso che i 4 punti riconosciuti a chi abbia avuto una residenza in Toscana da almeno 20 anni siano superiori a quelli attribuiti a chi abita in un alloggio senza condizioni igienico-sanitarie o ha nel proprio nucleo un minore con disabilità gravi e gravissime. Con quale criterio sono stati fatti i punteggi? Ci pare che talvolta siano stati elaborati a caso. Le conseguenze rischiano di essere molte e vorremmo che prima della applicazione da parte dei Comuni, in Regione si rimettesse mano ad una legge approvata in corsa alla fine dello scorso anno, con una lunga serie di questioni assai rilevanti nascoste negli allegati alla norma”, concludono Fattori, Sarti, Grassi, Verdi e Alberici.

 

 

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