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“Si avvicina l’aggiudicazione dell’appalto per il terzo lotto del nuovo ospedale di Pisa, per il valore di 430 milioni, ma ancora ci sono troppi punti oscuri che devono essere chiariti su Cisanello e sul vecchio Santa Chiara”. Lo affermano i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra Paolo Sarti e Tommaso Fattori, che hanno presentato un’interrogazione in merito, e il consigliere comunale  Marco Ricci (Una Città in Comune – Prc). Da quanto si è appreso, le buste dovrebbero essere aperte giovedì 8 febbraio, lo stesso giorno in cui la vicenda di questo maxi appalto approda in Consiglio comunale a Pisa.

“L’operazione sul terzo lotto del nuovo Cisanello non ci ha mai convinto -continuano i consiglieri- non solo per la cifra da grande opera che la Regione ha deciso di investirvi, ma per le modalità dell’appalto, alla luce del disastro economico e gestionale cui sono andati incontro i quattro ospedali toscani costruiti in project financing. E’ vero, qui si parla di progetto in ‘parteneriato pubblico privato’, secondo la formula utilizzata dallo studio legale che ne ha fornito la consulenza, ma vorremmo capire meglio in cosa si differenzia dal project financing. E’ solo per mettere al riparo il privato dai rischi di investimento, mentre il pubblico ci mette ancora più soldi?”, domandano i consiglieri, che vorrebbero anche capire: “perché si è scelta una strada diversa per l’ospedale pisano? È forse un tardivo riconoscimento che è stata sbagliata la strada del project financing per gli ospedali di Massa, Lucca, Pistoia e Prato?”. Nell’interrogazione di Sì-Toscana a Sinistra si chiede anche di fare chiarezza su cosa intenda per “affidamento dei servizi di gestione e funzionamento del nuovo polo ospedaliero per i successivi nove anni” e quali siano le condizioni per la cessione del patrimonio immobiliare del vecchio Santa Chiara. “Ci dobbiamo accontentare della risposta avuta negli uffici regionali -continuano i consiglieri- e cioè che ‘il privato sul Santa Chiara farà quello che vuole’?”

“Secondo quanto annunciato dalla Regione Toscana, -ricordano i consiglieri- l’aggiudicatario dovrebbe anche  procedere all’acquisto, per 120 milioni di euro, e alla valorizzazione immobiliare del complesso monumentale dell’ex-Santa Chiara, ma vogliamo anche capire perché nel bando non si fa neanche cenno di un’eventuale penale cnel caso in cui il gruppo di società aggiudicatario volesseuscire in un secondo momento da un simile obbligo. E vogliamo capire in cosa consista esattamente  la riqualificazione dell’area”. “C’è infine un’ultima serie di questioni da chiarire -concludono Fattori, Sarti e Ricci- e cioè in quale modo e in quanto tempo è previsto che il privato rientri del suo investimento, come sarà trasformata l’area del vecchio ospedale e con che modalità (se secondo un progetto unitario o per lotti in tempi diversi), se in relazione al Piano di Recupero cosiddetto Chipperfield, e se tenendo conto delle esigenze di riorganizzazione del commercio dell’area monumentale”

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